Commento al Vangelo del giorno – 22 Ottobre – Sono venuto a gettare fuoco

Il Vangelo di oggi: Lc 12,49-53

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Commento al Vangelo di oggi:

L’apostolo commenta così le parole di Gesù: «Il nostro Dio è un fuoco divorante» (Eb 12,29). Gesù parla di battesimo, che per noi è un bagno di acqua e per Lui un bagno di sangue versato per la nostra salvezza. Ma prima parla di fuoco, perché vuole ricordare la voce di Giovanni il Battista: «Io battezzo in acqua, egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco » (Lc 3,16). Il fuoco di Gesù distrugge il male, purifica e riscalda. Il fuoco dello Spirito è «gettato» da Gesù sulla Chiesa a Pentecoste.

aiutare-gli-altriPrima di internet, per sapere che tempo avrebbe fatto il giorno dopo, ci si soffermava a guardare il cielo nei suoi sorprendenti colori, la direzione delle nuvole che vanno e vengono, il soffio caldo o gelido dei venti. Anche oggi, tuttavia, malgrado a volte la tecnologia possa essere “tecnica” ci è chiesto di soffermarci e di scegliere tra il bene e il male, e di essere sempre bene, non solo per noi. Quanto scritto, ci viene raccontato da una storiella simpatica e profonda: “Un maestro zen vide uno scorpione annegare e decise di tirarlo fuori dall’acqua. Quando lo fece, lo scorpione lo punse. Per l’effetto del dolore, il padrone lasciò l’animale che di nuovo cadde nell’acqua in procinto di annegare. Il maestro tentò di tirarlo fuori nuovamente e l’animale lo punse ancora. Un giovane discepolo che era lì gli si avvicina e gli disse: “mi scusi maestro, ma perché continuate??? Non capite che ogni volta che provate a tirarlo fuori dall’acqua vi punge?”. Il maestro rispose: “La natura dello scorpione è di pungere e questo non cambierà la mia che è di aiutare”. Il maestro riflettè e con l’aiuto di una foglia, tirò fuori lo scorpione dell’acqua e gli salvò la vita, poi rivolgendosi al suo giovane discepolo, continuò: “Non cambiare la tua natura se qualcuno ti fa del male, prendi solo delle precauzioni. Perché, gli uomini sono quasi sempre ingrati del beneficio che gli stai facendo. Ma questo non è un motivo per smettere di fare del bene, di abbandonare l’amore che vive in te. Gli uni perseguono la felicità, gli altri la creano. Preoccupati più della tua coscienza che della tua reputazione. Perché la tua coscienza è quello che sei, e la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te… Quando la vita ti presenta mille ragioni per piangere, mostrale che hai mille ragioni per sorridere”.