Commento al Vangelo del giorno: 23 Maggio 2019 – La gioia del vangelo

Il Vangelo di oggi: Gv 15, 9-11:

“ Rimanete nel mio amore, affinché la vostra gioia sia piena”

gesu di nazaretIn quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».

Contemplo:

Dio è nuovo:
Credo che Dio è nuovo ogni mattina, che crea il mondo in questo stesso istante, e non in un passato nebuloso e dimenticato. Ciò mi obbliga ad essere pronto ogni istante all’incontro. Poiché l’inatteso è la regola della Provvidenza. Questo Dio inatteso ci salva e ci libera da ogni determinismo e sventa i foschi pronostici. Questo Dio inatteso è un Dio che ama i suoi figli; e questa è la sorgente della mia speranza. Sono uomo di speranza non per ragioni umane o per ottimismo naturale, ma semplicemente perché credo che lo Spirito santo è all’opera nella Chiesa e nel mondo, che questi lo sappia o no. Sono un uomo di speranza perché credo che lo Spirito santo è per sempre lo Spirito creatore, che dà ogni mattina, a chi lo accoglie, una libertà nuova ed una provvista di gioia e di fiducia.

Commento al Vangelo del giorno:

Ecco un’altra parola che la liturgia, con la scelta di questi brani piccoli e suddivisi secondo un ordine diverso da quello evangelico, ci permette di osservare e meditare quasi passo dopo passo. Questa volta la parola su cui possiamo soffermarci è “Gioia”: la sua gioia in noi. Parola difficile per noi uomini moderni, che raramente sperimentiamo una gioia vera e profonda, preoccupati da molte cose, presi da molti travagli e da una frequente mancanza di speranza e di futuro. La gioia, la sua gioia, non è però una emozione superficiale, la risata di un momento, il successo e la gratificazione che portano soddisfazione umana. Papa Francesco, scrivendo la sua enciclica programmatica, ha voluto intitolarla “La gioia del vangelo”, e tutte le altre encicliche da lui scritte sono un richiamo alla gioia: “Amoris laetitia”, “Laudato si’”, “Gaudete et exsultate”. Sì, la gioia della quale parla il vangelo di Giovanni è proprio la gioia del vangelo. Questa gioia è già messaggio evangelico, perciò deve essere vissuta, testimoniata, prima che detta. Per questo il discepolo dovrebbe riceverla dal Signore, scoprirla dentro di sé, coltivarla nella contemplazione e nel dono, per poter testimoniare che vale davvero la pena di vivere da  discepoli di Gesù. Scrive il papa nella sua enciclica “Evangelii Gaudium”: “Possa il mondo del nostro tempo, che cerca ora nell’angoscia, ora nella speranza, ricevere la Buona Novella non da evangelizzatori tristi e scoraggiati, impazienti e ansiosi, ma da ministri del Vangelo la cui vita irradi fervore, che abbiano per primi ricevuto in loro la gioia del Cristo” (EG 10); e ancora, cita “La testimonianza di fedeli gioiosi e pienamente umani”