Commento al Vangelo del giorno: 23 Ottobre 2018 – Il sonno ci uccide

Il Vangelo di oggi: Lc 12,35-38

“Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese…”

lanterne acceseIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».

Contemplo:

Un fiume di grazia e di gloria
Perché dovremmo essere così duri ad ammettere quello che è una grande consolazione conoscere? Perchè dovremmo rifiutare di credere al potere trasformante e all’efficacia del sacrificio di nostro Signore? Se egli è morto, non è per un fine banale, ma per elevare l’uomo (che era come la polvere della terra) fino al cielo. Non è morto per lasciarlo come era, peccatore, ignorante e miserabile; così debole nelle buone opere, così corrotto, così miserabile spiritualmente, così scoraggiato prima della sua venuta. Egli è morto per rinnovare l’uomo a sua immagine, per far di lui un essere in cui prendere le sue delizie e la sua gioia, per renderlo partecipe della natura divina. Egli è morto per riempirlo dentro e fuori di un fiume di grazia e di gloria.

Commento al Vangelo del giorno:

Una beatitudine alla portata di tutti e che ha il sapore della fedeltà: “siate pronti”. Che significa “non abituarsi alle cose”. Non dare tutto per scontato. Certo, non è facile, bisogna rinnovarsi ogni giorno, scegliere. In merito al vangelo di oggi, Paolo Curtaz scrive: “Il sonno è il vero pericolo, l’ostacolo alla pienezza, la trappola quotidiana. Non il sonno che stai provando in questo uggioso martedì di ottobre, amico lettore, pensando magari a quanto lontano siano le vacanze. Il pericolo è il sonno della coscienza e dell’anima, quel sonno che ti fa credere che, in fondo, è tutto a posto, e che viviamo nel migliore dei mondi possibili. Il sonno che ti abitua e ti fa pensare che le guerre ci saranno sempre, le carogne in ufficio anche, che il sistema è inarrestabile, che occorre arrendersi all’evidenza… E tutti i sogni che avevi nella testa di adolescente arrabbiato, sogni ingenui, certo, ma pur sempre sogni, quelli che avevi quando ti sei sposato o facevi servizio all’oratorio, li guardi con un sorriso di compatimento. Il sonno ci uccide, amici, quello che ci fa abituare alla fede, convinti che ormai il Signore è terribilmente in ritardo e che – se tornerà – non sarà certo nei prossimi decenni. Guai alla vita assonnata, guai alla vita che si ripete e ci costringe, ci spegne lentamente nella banalità e nella tristezza. Per restare svegli abbiamo bisogno della preghiera e della comunità. Ecco perché leggiamo a lungo la Parola, per tenerci svegli dentro, per crescere insieme. Aiutiamoci, amici, che Dio ci sia sempre pungolo e stimolo, desiderio e inquietudine, finché non verrà, forse nel cuore della notte, e ceneremo con lui. Ecco un buon proposito per oggi: “restiamo svegli”.