Commento al Vangelo del giorno: 24 Agosto 2019 – Gesù vera scala di Giacobbe.

Sabato 24 agosto 2019
Ap 21, 9b-14; Sal 144
Vangelo secondo Giovanni (1, 45-51)

Preghiera Iniziale

Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.
La mia parola non è ancora sulla lingua
ed ecco, Signore, già la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri;
vedi se percorro una via di dolore
e guidami per una via di eternità.
(Salmo 138)

Ascolta – Vangelo

In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

 

Medita la Parola

Ci pare di vedere Bartolomeo, uomo immediato e tutto d’un pezzo. Inizialmente non è affatto disposto a rinunciare alla sua verità sul messia, condita anche da una buona dose di scetticismo e di pregiudizio nei confronti di Nazareth. Accogliendo il vieni e vedi di Filippo, però, scopre innanzitutto di essere profondamente conosciuto da Gesù, il quale sottolinea la sua passione per la legge – simboleggiata dall’albero del fico – per fare breccia nel suo cuore. Sentendosi riconosciuto, Bartolomeo riconosce! E prorompe in un’entusiastica professione di fede. Inizia così per lui, una relazione personale con il Signore che porta a vedere e a credere alla manifestazione assoluta di Dio in Gesù cristo, vera scala di Giacobbe che ci rende possibile una vera e piena comunicazione con Dio.

 

Contemplo

Sì, nonostante tutto tu rimani un Dio scomodo perché vai sempre contro le regole che ti abbiamo preparato. Se restassi nel tuo cielo potremmo continuare a fare come sempre. Ma pianti la tua tenda in mezzo a noi, vuoi esse l’Emmanuele, il Dio-con-noi, e fini­sci inevitabilmente con l’essere un Dio scomodo per­ché troppo vicino. Se agissi secondo i nostri criteri, se venissi innanzitutto per le persone giuste, se an­dassi d’accordo con quelle devote, se dessi la giusta importanza alle liturgie del tempio, alle elargizioni dei ricchi, alle piccole tradizioni dei farisei, allora non sarebbe difficile andare d’accordo con te… Ma il tuo Figlio agisce in modo troppo sorpren­dente. Non è così che ti volevamo!

 

Per Riflettere e Preghiera Finale

Un’altra riflessione ci suggerisce la vicenda di Natanaele: la nostra conoscenza di Gesù ha bisogno soprattutto di un’esperienza viva; la testimonianza altrui è certamente importante, poiché di norma tutta la nostra vita cristiana comincia con l’annuncio che giunge fino a noi ad opera di uno o più testimoni. Ma poi dobbiamo essere noi stessi a venir coinvolti personalmente in una relazione intima e profonda con Gesù. (Papa Benedetto XVI, udienza 4 ottobre 2006)

O Signore!
È bello parlarti, senza dire niente,
anche nel mio silenzio tu mi ascolti.
Sono tante le cose che vorrei raccontarti
ma so che le conosci meglio di me.
Tu sai che nelle ore difficili ti ho cercato
per dimenticarti nei momenti di gioia,
nulla posso nascondere dinanzi a te:
conosci tutti i miei pensieri.
Tu conosci tutte le mie mancanze,
i miei sogni, le mie piccolezze e le mie speranze.
Tu conosci il mio passato e il mio domani,
Signore, so solo dirti: sta’ con me!
(Mario Paris)