Commento al Vangelo del giorno: 24 Gennaio 2017 – Il più grande miracolo

Il Vangelo di oggi: Mc 3,31-35

chiamata di dioGiunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre».

Commento al Vangelo del giorno:

All’annuncio che la madre e i fratelli erano venuti a cercarlo, Gesù, indicando quanti lo ascoltavano, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre» (Mc 3,3435). Il legame che unisce Gesù all’umanità non è quello del sangue, ma quello della fede che spinge ad ascoltare e mettere in pratica la sua parola.

L’ascolto attento della Parola di Dio genera in noi un miracolo, forse il più grande; quello che valica ogni confine e ogni limite: quello di diventare famigliari di Dio, madre, fratello, sorella di Gesù. Mistero che ci avvolge, incontro tra che è infinitamente grande e ciò che è infinitamente piccolo. La Parola ascoltata e messa in pratica fa crescere dentro di noi una nuova mentalità, rigenera il lievito facendolo diventare nuovo, ci rende otri capaci di contenere la forza del vino appena spremuto. Il Vangelo, letto e meditato ogni giorno, tesse dentro di noi l’icona di Gesù, il suo volto, i suoi sentimenti. “Nel Medioevo spesso Maria è raffigurata in ginocchio di fronte al bambino nella greppia mentre lo adora. In queste figure gli artisti esprimono quanto Luca ha espresso con i cinque verbi: essa ha dato alla luce, ha avvolto, ha deposto, ha serbato e ha meditato. Maria sente il mistero di questa nascita. Ripensa sempre nel proprio cuore quanto è accaduto. Medita il mistero del proprio figlio per rendersi conto di questo bambino. Maria è per Luca la donna che crede”. (A. GRON, Natale celebrare un nuovo inizio, Brescia 1999, 126s.). Cosi, nella semplicità, pieghiamo anche noi le ginocchia, ascoltiamo ciò che tanti uomini giusti avrebbero desiderato udire, lasciamoci guidare da quella mano intessuta d’amore, contempliamo il Verbo che per noi diventa carne, evento di salvezza. Poi, giù, ci attende la valle, gli uomini, la storia di ogni giorno. Ci attende un nuovo miracolo: chi ci sta accanto diventa fratello, il forestiero un volto famigliare, il nemico una persona da perdonare e da amare.