Commento al Vangelo del giorno – 24 Gennaio – Oggi si è compiuta questa Scrittura!

Il Vangelo di oggi: Lc 1,1-4; 4,14-21

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Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Commento al Vangelo di oggi:

Siamo corpo di Cristo, sue membra, tempio dello Spirito Santo. Siamo, in altre parole, intimamente uniti a lui. Nella sinagoga di Nazaret, Gesù ha proclamato che nella sua persona si compiono le Scritture, cioè egli viene a portare quella salvezza che gli antichi profeti annunciavano. Noi che siamo suo Corpo e sue membra, lo ascoltiamo e lo seguiamo, certi di trovare in lui la via, la verità e la vita, la salvezza che da sempre attendiamo.

gesu predica sinagogaUn vento nuovo e potente investe la sinagoga di Nazaret. Il Vangelo di oggi ci presenta la prima predica di Gesù che avviene appunto nella sua piccola città natale. Cosa c’è di straordinario in questo fatto? Vedete, questo è il pulpito più povero che un rabbino avrebbe potuto scegliere. Nazaret era considerata dai giudei di allora poca cosa, la città più ignorante, addirittura tanti suoi abitanti sembravano sfiorare
l’ateismo. Godeva, la città di Gesù, di pochissima stima, era disprezzata da tutti. E Gesù inizia proprio da quel pulpito, da quella povera sinagoga. Questo è un chiaro indizio, una scelta precisa, un programma a cui Gesù rimarrà fedele fino alla fine. Partire dagli ultimi, lambire uomini e regioni lontani da qualsiasi tipo di considerazione umana, portare il lieto annunzio ai poveri e ai peccatori. Si, ora tutto mi appare chiaro e semplice. Nazaret rappresenta tutti noi, Gesù inizia dal povero pulpito racchiuso nel mio cuore, tra la polvere e tante altre cianfrusaglie. Non si vergogna di essere mio concittadino, mio famigliare, di aver assunto questa parentela in cui si trovano tanti compromessi, costellata da tante mancanze e incongruenze. Inizia con me, con te; con le tante Nazaret sparse tra la gente di oggi, lontane, apparentemente prive di Dio, schiacciate dal peso del male e del peccato.
Un vento nuovo e potente investe la sinagoga di Nazaret. La buona notizia viene portata proprio a me, a te. Non consiste in buone parole, un discorso teologicamente corretto, in dogmi complessi e riservati a una stretta cerchia di persone, in documenti che analizzano, descrivono, indicano.
No! La buona novella di Gesù consiste in una pratica che porta gli esclusi e gli emarginati al possesso di una vita piena. Il testo di Isaia, citato dal pulpito di Nazaret, parla di prigionieri liberi, di ciechi che vedono, di oppressi liberati, di “un anno di grazia da parte del Signore”. Non ci sono dubbi: questa predica mi riguarda, la capisco, mi coinvolge. E’ rugiada che bagna i deserti del mio cuore, è balsamo che lenisce lo spasimo delle mie piaghe. Un vento nuovo e potente investe la sinagoga, investe la mia povera vita .