Commento al Vangelo del giorno – 25 Dicembre – Andarono, senza indugio!

Il Vangelo di oggi: Lc 2, 15-20

nativitaAppena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

Commento al Vangelo di oggi:

In Gesù, Onnipotente e umile, Infinito e povero, Verbo di Dio nel silenzio della notte (cf Sap 18,1415), «ogni uomo vedrà la salvezza di Dio» (Lc 3,6) e così prende coraggio a riformare la sua vita, a rendere meritorio per sé e benefico per i suoi simili questo misterioso e provvidenziale tragitto che è la nostra umana esistenza. Questo è il Natale! Il Figlio di Dio divenuto uomo si accosta a noi, non in potenza, non nel terrore, ma in divina e umana bontà

Gesù nasce nel silenzio della notte, lontano da ogni clamore, lontano da ogni comodità, lontano da ogni privilegio. E ci fa assaporare la purezza del cielo, l’innocenza della creazione, il profumo dell’umiltà fino ad abbassarsi a nascere nel pagliericcio di una stalla. Se non fosse per gli angeli che cantano la gioia ai pastori nessuno si accorgerebbe di lui e neppure della sua famiglia. La notte… quante notti pure noi attraversiamo: la notte della solitudine, la notte della malattia, la notte delle incomprensioni, la notte della mancanza di fede. È per questo che Dio ha scelto di nascere proprio di notte? Certamente sì, anche questo è un segno della sua grandezza: illuminare ogni nostra notte. Illuminare ogni nostra paura. Illuminare ogni nostro silenzio, perché il nostro cuore si apra al mistero, alla vita, alla speranza e alla comunione. E ci indichi la strada che porta a lui. In merito, ho trovato una bella preghiera scritta dal Card. Carlo Maria Martini: “O Gesù, che ti sei fatto Bambino per venire a cercare e chiamare per nome ciascuno di noi, tu che vieni ogni giorno e che vieni a noi in questa notte, donaci di aprirti il nostro cuore. Noi vogliamo consegnarti la nostra vita, il racconto della nostra storia personale, perché tu lo illumini, perché tu ci scopra il senso ultimo di ogni sofferenza, dolore, pianto, oscurità. Fa’ che la luce della tua notte illumini e riscaldi i nostri cuori, donaci di contemplarti con Maria e Giuseppe, dona pace alle nostre case, alle nostre famiglie, alla nostra società! Fa’ che essa ti accolga e gioisca di te e del tuo amore”. Perciò, nel silenzio del Natale, preghiamo, contempliamo, adoriamo, amiamo, crediamo nel Dio che instancabilmente viene per stare “proprio con me”, “proprio con noi”. Buon Natale, fratelli, è tutto un miracolo, basta crederci.

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Trascorsi molti secoli dalla creazione del mondo, quando in principio Dio creò il cielo e la terra e plasmò l’uomo a sua immagine; e molti secoli da quando, dopo il diluvio, l’Altissimo aveva fatto risplendere tra le nubi l’arcobaleno, segno di alleanza e di pace; ventuno secoli dopo che Abramo, nostro Padre nella fede, migrò dalla terra di Ur dei Caldei; tredici secoli dopo l’uscita del popolo d’Israele dall’Egitto sotto la guida di Mosè; circa mille anni dopo l’unzione regale di Davide; nella sessantacinquesima settimana secondo la profezia di Daniele; all’epoca della centonovantaquattresima Olimpiade; nell’anno settecentocinquantadue dalla fondazione di Roma; nel quarantaduesimo anno dell’impero di Cesare Ottaviano Augusto, mentre su tutta la terra regnava la pace, Gesù Cristo, Dio eterno e Figlio dell’eterno Padre, volendo santificare il mondo con la sua piissima venuta, concepito per opera dello Spirito Santo, trascorsi nove mesi, nasce in Betlemme di Giuda dalla Vergine Maria, fatto uomo: Natale di nostro Signore Gesù Cristo secondo la carne.