Commento al Vangelo del giorno: 25 Gennaio 2019 – Le tante vie di Damasco

Il Vangelo di oggi: Mc 16,15 -18

“ Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato”

acqua-sorgivaIn quel tempo, Gesù apparve agli Undici e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

Contemplo:

Uno sguardo di giustizia
La misericordia di Dio è come il cielo, che rimane sempre fermo sopra di noi. Sotto questo tetto siamo al sicuro, dovunque ci troviamo; è il tetto della casa del mondo, ove gli uomini e le donne vivono, agiscono, peccano, pregano, amano. Su questa folla, dunque, non è fisso un occhio che atterrisce, che spaventa. Certo, “Il Signore dal cielo si china sui figli dell’uomo per vedere se c’è un uomo saggio, un uomo che cerca Dio”. C’è dunque uno sguardo di giustizia: ma a prevalere è l’occhio sorridente dell’amore paterno. Anche noi possiamo offrire un tetto a Dio perché dimori con noi e in noi. Questa è una continuazione ideale della mini-parabola del Cristo dell’Apocalisse: “ Ecco, io sto alla porta e busso…”

Commento al Vangelo del giorno:

Una grande luce, una caduta, la cecità che copre con le sue ombre la vita di ogni uomo che lascia le certezze di sempre, le proprie sicurezze; lo scalpitio di un cavallo che non ti lascia il tempo di fermarti, ti accorgerti di tutti coloro che siedono ai margini delle strade che conducono alle tante Damasco dei nostri giorni. La conversione di San Paolo ci ricorda che ogni cristiano è chiamato giorno dopo giorno a lasciarsi illuminare dalla luce di Dio, dalla sua proposta che ci conduce a percorrere i rigagnoli del vivere quotidiano con i sandali della solidarietà e il bastione della fede. I cavalli dell’ orgoglio e dell’intransigenza, spesso ricoperti da mantelli posti ai nostri piedi come segno di un giudizio sommario, di una “lapidazione” che colpisce non solo l’uomo ma Dio stesso, non appartengono al Dio che in Gesù si è fatto uomo tra gli uomini. Non ci resta che confidare, dopo ogni caduta, storditi dalla luce della Verità, in una mano che ci guida nel buio della nostra esistenza verso l’alba di un nuovo giorno. E’ la mano di Dio che ci donerà, cadute le ombre che velavano il nostro volto, un paio di sandali e un povero bastone. Non con le pietre si instaura il regno di Dio, ma nel lento cammino fatto in compagni dei fratelli giacciono ai bordi della strada, sorretti da un paio di calzari e dalla semplicità di un bastone.