Commento al Vangelo del giorno: 25 Luglio 2017 – Il figlio dell’uomo è venuto per servire

Il Vangelo di oggi: Mt 20,20-28

gesu figli zebedeoAllora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Dì che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli soggiunse: «Il mio calice lo berrete; però non sta a me concedere che vi sediate alla mia destra o alla mia sinistra, ma è per coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio». Gli altri dieci, udito questo, si sdegnarono con i due fratelli; ma Gesù, chiamatili a sé, disse: «I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo tra voi, si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti».

Commento al Vangelo del giorno:

San Giacomo, figlio di Zebedeo, è morto martire nel 43 ed è chiamato il Maggiore, per distinguerlo da Giacomo, figlio di Alfeo, detto il Minore. Giacomo il Maggiore era fratello di Giovanni apostolo ed evangelista, ambedue chiamati da Gesù «figli del tuono» per il loro entusiasmo giovanile. Giacomo, con Pietro e Giovanni, fu testimone dei principali misteri e miracoli della vita di Gesù.

Ogni volta che il calendario liturgico celebra la festa di un apostolo, ci troviamo di fronte al mistero, da una parte, della volontà di Dio che, fra tutti, sceglie solo alcuni uomini, e, dall’altra, della libera risposta di ogni chiamato all’invito del Signore. Giacomo e suo fratello Giovanni furono proprio tra i primi eletti (cf Mt 4,2122): entrambi dissero subito il loro “sì” al Signore che passava lungo il mare di Galilea, cercando uomini adatti a diventare “pescatori di uomini”. Con la loro fedeltà, con l’abnegazione di ogni apostolo, di ogni vescovo, di ogni sacerdote, la Chiesa continua, nel corso della storia, a testimoniare la presenza di Gesù tra gli uomini.
Giacomo il maggiore, per distinguerlo dal cugino di Gesù, è fratello di Giovanni apostolo e insieme a lui e a Pietro, è stato chiamato a far parte del privilegiato gruppo dei tre apostoli che hanno seguito Gesù alla trasfigurazione e al Getsemani. Lo ricordiamo perché è stato il primo, fra i dodici, a versare il proprio sangue in testimonianza al Signore. È bello per noi, nel cuore dell’estate, fare memoria di un apostolo. Siamo così poco abituati a pensarli come persone reali, che hanno avuto un percorso di vita, degli affetti, che hanno compiuto degli sbagli, che portavano nel cuore dei sogni… Giacomo, spesso, ce lo immaginiamo come una statua e non come una persona reale. E invece… Quanta passione deve avere attraversato il suo cuore per lasciare tutto e seguire il Maestro? E per restargli fedele fino alla morte drammatica? Quanta fatica deve avere fatto per superare gli scogli incomprensibili che si sono presentati lungo il percorso di Gesù? Quante notti insonni ha affrontato pensando a ciò che stava accadendo? Sappiamo che, secondo la tradizione, il suo corpo è sepolto in Spagna, meta di pellegrinaggi dal Medioevo. Chiediamogli, oggi di diventare dei veri cercatori di Dio, dei pellegrini…