Commento al Vangelo del giorno – 26 Agosto, l’ipocrisia

Dal Vangelo secondo Matteo

scribi e fariseiIn quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri».

Commento al Vangelo di oggi:

ipocrisiaSapete qual’è la cosa che Gesù proprio non sopporta? La cosa che più lo manda fuori dai gangheri? Penserete: il peccato! E invece no: l’ipocrisia. Gesù si scaglia con forza contro l’ipocrisia, non tollera che, nella fede, ci si comporti in maniera incoerente, non sopporta che il fedele indossi una maschera, rivolgendosi a Dio. Chiede autenticità, chiede verità. Non l’asettica perfezione dei Giusti, ma la passione dei figli, anche se claudicante, anche se fragile. Dio non gradisce l’esteriorità, proprio non la sopporta. Ama i suoi figli anche se peccatori. Ne soffre, ma li ama. Di più: Gesù chiede ai suoi discepoli di non commettere l’errore del popolo di Israele, quello di riconoscere i profeti a tempo scaduto, magari dopo averli perseguitati e uccisi. E lo stesso errore, ahimé, rischiamo di commetterlo anche dentro la Chiesa. Quante volte personaggi scomodi, profeti inascoltati, vengono poi riconosciuti solo dopo la loro morte. La croce è pesante, ma quanto lo è di più se è la Chiesa stessa a metterla sulle spalle! Cerchiamo, allora, di riconoscere i profeti per tempo, evitando di doverli riconoscere dopo i loro funerali…

Paolo Curtaz