Commento al Vangelo del giorno – 26 Febbraio – c’era un uomo che piantò una vigna.

Il Vangelo di oggi: Mt 21, 33-43.45

parabola della vignaIn quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti». Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

Commento al Vangelo di oggi:

«Dio ci ha amati e ha mandato il suo Figlio, vittima di espiazione per i nostri peccati» (Alla comunione). L’amore di Dio è tanto forte da mandare a noi il Figlio amato, pur sapendo che avrebbe incontrato l’ostilità da parte di chi non lo avrebbe accolto. La pietra scartata dai superbi è diventata la pietra angolare degli umili, questa è la meraviglia d’amore che il Signore compie per quanti confidano in lui e lo accolgono nella loro vita.

Lo sapevate che tutti i battezzati hanno un nome comune? Cristoforo: siamo chiamati a portare Cristo fuori, anche a coloro, come nel caso dei vignaioli omicidi, che di lui non ne vogliono proprio sapere, o non l’hanno mai incontrato nella propria vita. E in verità non ci vuole molto, tutte le occasioni sono buone. Bisogna però svegliare il cuore, come è stato per Michaela, la quale racconta di quando in una stazione, davanti a un distributore di bibite, un uomo mormorò: “È difficile scegliere, vero?”. E lei: “Sì, cosa sta cercando?”. “Due cose, ma oggi sembrano entrambe ardue da trovare: una Coca Cola senza zucchero e un segno di Dio nella mia vita”. Michaela rimase in silenzio, poi disse: “Penso che dovrebbe rinunciare alla Coca Cola light, ma non a Dio”. Un altro esempio ci viene raccontato da Jean- Paul, il quale, entrato in monastero, ha il ricordo dolce di sua madre che ogni mattina, dopo averlo abbracciato, gli bisbigliava all’orecchio, evitando di farsi sentire dal marito mangiapreti: “Non dimenticare di offrire la tua giornata al buon Dio”. Anche Myriam ha la sua da dire. Lei è una Piccola Sorella di Gesù che lavora in un supermarket. Dice: “Non ho marito, né fidanzato, né figli… Niente tv o i- Phone e nemmeno un vecchio cellulare, non faccio vacanze alle Canarie, trascorro solo qualche giorno di “deserto” in montagna con la mia Bibbia. Eppure la mia vita non è priva di gioia, anzi; l’attrazione a Dio la rende più essenziale, ma affascinante e ricca”. Infine, suor Christine dice che il mondo d’oggi, pur fra limiti e insidie, offre tante occasioni per gioire insieme. “Quando guardo una partita di calcio in tv ed esulto davanti a un gol prodigioso seguito dal delirio della squadra, dico a me stessa: l’ascesa al cielo dell’umanità dev’essere questo”