Commento al Vangelo del giorno: 26 Settembre 2018 – Ecco il mistero

Il Vangelo di oggi: Lc 9, 1-6

proclamare parolaIn quel tempo, Gesù convocò i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demòni e di guarire le malattie. E li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete là, e di là poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro città e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loro». Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.

Contemplo:

Imparare l’amore
Abbiamo bisogno di Gesù, abbiamo assoluta necessità di farci suoi discepoli per imparare l’amore. Per arrivarvi occorre la fede che aiuta a seguire le indicazioni del Maestro. Con la fede occorre la volontà di cercare e umiltà di accogliere. Cercare non vuol dire muoversi sempre per puro gusto di accontentare noi stessi: vuole dire andare sulle tracce indicate da Cristo, nella Chiesa. Accogliere vuol dire disporsi a ricevere quello che viene da lui, piaccia o non piaccia. Se il seguire la chiamata di Dio comporta molte difficoltà e se la via da percorrere sembra spesso superiore alle nostre forze, il Signore ci garantisce il suo certissimo aiuto, perché egli è l’amore vivente , l’amore per essenza.

Commento al Vangelo del giorno:

Quando ascolto il brano che la Liturgia odierna ci propone, tratto dall’evangelista Luca, i polsi cominciano a tremare e sulle labbra mi affiora una domanda: “Signore, come posso io avere tanta autorità: scacciare i demoni e guarire i malati? Non ti rendi conto, non vedi? Io stesso sono prigioniero del male, sono ammalato, così limitato. Mi suonano più famigliari le parole che hai rivolto a Pietro: «Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini». Poi, col passare dei minuti, il silenzio che mi avvolge lascia lo spazio all’eco della preghiera che lo Spirito Santo ha suggerito all’autore sacro: “Se ne ride chi abita i cieli…”(Salmo 2); così, prendendo scherzosamente i miei limiti, il Signore mi donò il potere di scacciare i demoni e di guarire i malati. “Sta qui il mistero del ministero: che proprio noi, che siamo peccatori, malati, vulnerabili, bisognosi di chi si interessi di noi, proprio noi siamo stati scelti per trasmettere, mediante il nostro amore così limitato e condizionato, l’amore illimitato e incondizionato di Dio” (Nel nome di Gesù, H.J.M. Nouwem). Ecco il mistero: lasciare ai piedi di Dio la tunica, il pane, i calzari, il bastone e, nella bisaccia, il peccato e le umane miserie. Tutto ai suoi piedi. Così, di villaggio in villaggio, avvolti dalla sua misericordia annunciamo la buona novella e operiamo le guarigioni dell’amore divino.