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Commento al Vangelo del giorno – 26 Settembre – Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini.

Il Vangelo di oggi: Lc 9, 43-45

gesu parla ai discepoliIn quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini ». Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.

Commento al Vangelo di oggi:

Gesù non riesce a farsi capire dai suoi stessi amici e discepoli «Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini». Sarà capito solo quando, con la sua risurrezione, vincerà la morte. Dopo il suo apparente insuccesso, dopo aver dato la sua vita per nostro amore, farà trionfare la gloria di Dio in noi. Il suo precetto d’amore – dare la vita – significa vivere per diventare «pane» per gli altri, il pane buono che tutti mangiano per vivere.

«Mettetevi bene in mente queste parole: Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini ». Nelle mani dell’uomo, nelle mie povere mani. Mani sporche, che hanno tradito, rinnegato, barattato. Poi lo scroscio di un velo di acqua che scivola sul sudiciume rendendo presentabile quella “facciata” da cui dipendiamo. Ecco, Dio si mette in queste mani, si lascia accarezzare da queste dita. Quale sorte, quanto amore. Ogni mattina, durante la Santa Messa, il nostro pugno che si apre, che si distende, diventa, per un breve istante, la sua culla. Lungo la via, al bivio della strada, lo incontriamo nel volto del fratello. Dal suo sguardo capiamo che ha bisogno di noi, delle nostre attenzioni, di un sorriso, di una parola buona. Ancora una volta si mette nelle nostre mani, dipende da noi.
«Mettetevi bene in mente queste parole: Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini ». Mistero di una vicinanza, di un’amicizia che nulla può sciogliere. Rintocchi di una campana lontana che nella notte diventano annunzio di gioia: “E’ nato per noi un Salvatore; giace in una mangiatoia”. Il cavo delle mie mani, greppia di Dio. Ogni giorno che scorre, ogni istante che vivo, è Natale, Dio che pone la sua tenda in mezzo a noi, che viene consegnatonel nulla dal palmo delle mie mani.