Commento al Vangelo del giorno – 27 Aprile – Io sono la vite vera

Il Vangelo di oggi: Gv 15,1-8

Vite_tralcioIn quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Commento al Vangelo del giorno:

La vita in Cristo è la sorgente delle buone opere per i cristiani. La vita del cristiano è essenzialmente una vita di attività, che porta frutto. È «la grazia» di Dio che opera in noi «in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù» (Rm 3,24). «Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22).

Tentiamo di applicare la parabola di Gesù alla nostra vita. I tralci di una vite vengono annualmente tagliati, perciò non ci deve sorprendere che nella nostra vita ci sia sofferenza. Il punto importante è il motivo per il quale i tralci vengano tagliati. Alcuni, quelli che sono morti e non danno frutto, vengono asportati con un taglio netto e gettati nel fuoco, immagine dell’eternità in assenza di Dio, mentre altri, quelli che danno frutto, sono potati solo affinché diano più frutto. Dobbiamo cercare di essere tralci nei quali circoli la linfa della vite, che è Cristo. Solo in questo modo potremo dar frutti di vita eterna, di carità, di virtù. È la stessa vita di Cristo, la vita della grazia, quella che produce in noi i frutti di opere buone. Da ciò l’importanza dei sacramenti. Attraverso di essi entriamo in comunione con Dio, e possiamo veramente dire di avere in noi la vita divina. La nostra vita unita a quella di Cristo, per mezzo della preghiera e dei sacramenti produce frutti per l’eternità, anche se non li vediamo, e la sofferenza che Dio permette, rappresentata dalla potatura, ha lo scopo di produrre un frutto maggiore. Qualche domanda sulla nostra vita spirituale può aiutarci a migliorare il nostro cammino di vita cristiana: com’è la mia vita di grazia? Quando è stata l’ultima volta che mi sono accostato alla confessione? Con quale frequenza ricevo l’Eucaristia? Credo fermamente che senza questi sacramenti la mia vita cristiana sarebbe quella di un tralcio morto, che merita solo di essere tagliato e gettato nel fuoco?