Commento al Vangelo del giorno – 27 Ottobre – Il regno di Dio? simile al lievito

Il Vangelo di oggi: Lc 13, 18-21

regno di Dio come lievitoIn quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami». E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

Commento al Vangelo di oggi:

Gesù vuole spiegarci «il regno di Dio». È Lui il Regno e «se uno non nasce dall’alto non può vedere il regno di Dio» (Gv 3,3). Paolo che annunciava il regno di Dio e insegnava «le cose riguardanti il Signore Gesù Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento» ha scritto che «il regno di Dio non è cibo o bevanda, ma giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo» (Rm 14,17) perché «non consiste in parole, ma in potenza ».

Quando sentiamo o pronunciamo il termine “regno”, abbiamo in mente una realtà caratterizzata da potenza, gloria e sfarzo. Gesù, usando il linguaggio umano, sconvolge il nostro modo di pensare e la nostra esperienza umana, affermando che il Regno di Dio, infinito nella sua grandezza e in tutte le sue perfezioni è simile a un granellino di senapa gettato nell’orto. L’infinitamente grande diventa infinitamente piccolo! È un monito per noi che siamo caduti nel peccato a causa della superbia, per le nostra smania di grandezza. Il Signore ci dice chiaramente che se vogliamo far parte di quel Regno dobbiamo diventare piccoli ed umili e, dunque, modificare radicalmente le nostre categorie di pensiero. Il seme della senapa è davvero tra i più minuscoli esistenti in natura, perciò il paragone usato da Gesù non dà adito a fraintendimenti. Questo è un discorso che nel nostro mondo risuona incomprensibile e perfino insensato agli orecchi di molti. La virtù dell’umiltà sembra sia oggi quasi improponibile anche perché viene spesso confusa con la debolezza o la pusillanimità. La seconda immagine usata da Gesù per parlare del Regno di Dio è il lievito che viene mischiato alla massa di farina. Qui il linguaggio diventa estremamente impegnativo perché il lievito siamo noi, piccola porzione di eletti, in una massa che attende di fermentare nel bene, sotto gli impulsi convincenti del buon esempio. Per far questo non possiamo e non dobbiamo far affidamento alle nostre sole forze, ma dobbiamo confidare soprattutto nella grazia divina che ci fortifica e ci rende capaci di compiere le opere di bene. E questa una grande responsabilità, ma anche un meraviglioso privilegio.