Commento al Vangelo del giorno – 28 Febbraio – Là, in fondo…

Il Vangelo di oggi: Mc 10,28-31

ultimiPietro allora gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna. E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi».

Commento al Vangelo del giorno:

Lasciare tutto per seguire Gesù significa lasciare il nostro orgoglio, i nostri egoismi, le maniere dure di chi vuole imporsi a tutti i costi. Questo può farci apparire umili, dimessi, quasi «gli ultimi» di questo mondo. Non dobbiamo temere: la parola di Gesù ci assicura che se anche fossimo «gli ultimi » nella considerazione della gente, saremmo comunque «i primi » nel cuore di Dio, poiché egli ama gli umili e i puri di cuore.

Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi.
Strana logica, paradossale gioco che invano cerchiamo di capire. È inutile negarlo: a noi uomini piacciono i primi posti, affascina la scranna posta sui piedestalli. Là danza il successo, sfilano le maschere della vanità, troviamo un posto sicuro che nessuno sembra toglierci. Poi si spengono i riflettori e prende corpo la realtà, rimane solo il vocio di una periferia che ci rende tutti uguali. Lì scorre la vita, incontri le miserie, trovi le vene di una storia scritta con la piuma della quotidianità. Lì incontri il volto di una madre, il sorriso dei bambini, il bacio di una donna. Nella polvere della periferia, non tra le ciprie, trovi il rantolo del moribondo, la solitudine di un anziano, la nausea di un malato. Là, infondo, lontano dal palcoscenico, dal palazzo dei primi, c’è una piccola stella che indica la divina presenta. È una semplice capanna, un rifugio per animali, una grotta: si respira aria di casa, si incontrano volti famigliari, c’è un Dio che si è fatto piccino, piccino. È la mia casa, il centuplo, la vita eterna.