Commento al Vangelo del giorno – 28 Gennaio – Fate attenzione a quello che ascoltate

Il Vangelo di oggi: Mc 4, 21-25

lampadaIn quel tempo, Gesù diceva alla folla: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

Commento al Vangelo di oggi:

«Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più» (Mc 4,24). Non dobbiamo misurare la comprensione, la pazienza e il soccorso che doniamo al nostro prossimo, il nostro dono sia abbondante e sincero. Più avremo dato agli altri e più troveremo grazia agli occhi di Dio: a chi ha più amore per gli altri, più gliene sarà dato da parte di Dio.

Diceva san Giovanni Bosco: “…un cristiano viene osservato da mille e mille, e guai se non risplende. Non dimenticate che dovete essere ovunque cristiani, vale a dire: sale nei discorsi e luce colle buone opere”. Oggi indirettamente Gesù ci chiede: “Quanto serve la luce nel buio?”. Così mi è tornata alla mente la storia delle quattro candele, che “bruciando, si consumavano lentamente. Il luogo era talmente silenzioso, che si poteva ascoltare la loro conversazione. La prima diceva: “Io sono la pace. Ma gli uomini non riescono a mantenermi: penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi!” così fu, e a poco a poco, la candela si lasciò spegnere completamente. La seconda disse: “Io sono la fede. Purtroppo non servo a nulla. Gli uomini non ne vogliono sapere di me, e per questo motivo non ha senso che io resti accesa”. Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense. Triste triste, la terza candela, a sua volta disse: “Io sono l’amore. Non ho la forza per continuare a rimanere accesa. Gli uomini non mi considerano e non comprendono la mia importanza. Essi odiano perfino coloro che più li amano, i loro familiari” e senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere. Inaspettatamente… un bimbo in quel momento entrò nella stanza e vide le tre candele spente. Impaurito per la semioscurità, disse: “Ma cosa fate! Voi dovete rimanere accese, io ho paura del buio!” e così dicendo scoppiò in lacrime. Allora la quarta candela impietositasi disse: “Non temere, non piangere: finché io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele: “Io sono la speranza”. Con gli occhi lucidi e gonfi di lacrime il bimbo prese la candela della speranza e riaccese tutte le altre”. Noi che cristiani vogliamo essere?