Commento al Vangelo del giorno: 28 Ottobre 2018 – Quel grido non soffocato

Il Vangelo di oggi: Mc 10,46-52

Rabbunì, che io veda di nuovo

chiamare dioIn quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo! ». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Contemplo:

La paternità di Dio
“Erano partiti nel pianto, io li riporterò tra le consolazioni; li ricondurrò a fiumi ricchi d’acqua per una strada dritta in cui non inciamperanno, perché io sono un padre per Israele…” (Ger 31,7-9)
Sin dall’Antico Testamento, più volte Dio, per mezzo dei profeti, manifesta la sua misericordia e il suo amore per il suo popolo definendosi Padre per Israele. Dio vuole che essi capiscano che egli è soprattutto il Padre dei poveri, degli afflitti e degli ammalati: insomma è il Padre degli ultimi, di coloro che sono derelitti e senza speranza. Questa identità di Padre viene rivelata pienamente dalla persona di Gesù. Egli insegnerà che Dio non è solo il Padre d’Israele, ma è il Padre di ogni uomo: Dio manifesta la sua paternità soprattutto verso gli uomini più poveri di tutti, i peccatori. Gesù ci porta a fare esperienza di questa paternità di Dio e se noi lo vogliamo potremo sperimentare la bellezza di questa figliolanza.

Commento al Vangelo del giorno:

Il cieco di Gerico, Bartimeo, è seduto sul ciglio della strada: sta mendicando. E’ la sorte di tutti i miseri: quella di tendere la mano, di avere come casa la strada e di portare sul volto il velo della polvere. Ma Bartimeo, come tutti i poveri, ha nel cuore una grande fede, sa che Dio ascolta il grido dell’indigente e soccorre chi soffre. E’ sul ciglio della strada, seduto, a mendicare; ma la lucerna del cuore è ben accesa e i fianchi sono cinti di speranza. Passa Gesù. Il momento tanto atteso è arrivato. «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Bartimeo grida, la gente lo rimprovera, Dio lo esaudisce. E’ la reazione della gente davanti al grido del povero che mi stupisce: perché rimproverarlo? Non ho mai capito tanta durezza di cuore …. Un giorno, nel mio vagabondare su internet, sono capitato nella pagina web dell’Ordine dei Carmelitani. Clicca trovo la “lectio Divina” di questo brano. Ascoltate! «Il grido del povero è scomodo, non piace. Coloro che vanno in processione con Gesù cercano di farlo stare zitto. Ma “lui gridava ancora più forte!”. Fino ad oggi il grido del povero è scomodo. Oggi sono milioni coloro che gridano: migranti, carcerati, affamati, malati, emarginati, oppressi, gente senza lavoro, senza stipendio, senza casa, senza tetto, senza terra, che non riceveranno mai un segno di amore! Grida silenziate, che entrano nelle case, nelle chiese, nelle città, nell’organizzazione mondiale. Le ascolta solo colui che apre gli occhi per osservare ciò che succede nel mondo. Ma molti sono coloro che hanno smesso di ascoltare. Si sono già abituati. Altri tentano di ridurre al silenzio le grida, come fu fatto con il cieco di Gerico. Ma non riescono a zittire le grida del povero. Dio lo ascolta (Es 2,23-24; 3,7). E Dio ci avverte dicendo: “Non maltratterai la vedova o l’orfano. Se tu lo maltratti questi, quando invocherà da me l’aiuto, io ascolterò il suo grido!» (Es 22,21).
Ecco la chiave di lettura: la gente era abituata alla cecità di Bartolomeo, ci si abitua all’altrui sofferenza. Siamo abituati a vedere i bimbi che muoiono di fame, le donne che piangono i loro uomini sventrati da una mitraglia (magari fabbricata poco lontano da noi), il grido di migliaia di profughi che mendicano un tozzo di pane; meglio zittirli, rimproverarli. Se Dio li ascolta le nostre sicurezze si sgretolano, la coscienza comincia a farsi sentire … Taci Bartolomeo, cosa vuoi dal Signore, tu misero mendicante …. Gesù ascolta il grido di Bartolomeo e lo guarisce; Dio ascolta il grido dell’orfano e della vedova e li soccorre. Il grido del povero non deve essere soffocato ma accolto ed esaudito. E’ quel grido non soffocato ma accolto che ci aprirà le porte del paradiso: non dimentichiamolo mai ….