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Commento al Vangelo del giorno – 28 Settembre – Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me.

Il Vangelo di oggi: Lc 9, 46-50

accoglienzaIn quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse più grande. Allora Gesù, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: «Chi accoglierà questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti è il più piccolo fra tutti voi, questi è grande». Giovanni prese la parola dicendo: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non ti segue insieme con noi». Ma Gesù gli rispose: «Non lo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi».

Commento al Vangelo di oggi:

«Coraggio, àlzati, ti chiama!» è la parola che la Chiesa e ogni educatore – come il beato Lodovico Pavoni – rivolge ai giovani che non vedono la strada giusta, non trovano la persona giusta, e sono mendicanti di monete senza valore, di cose effimere, quando possono avere l’oro della fede e «tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassinano e non rubano». Gesù ci insegna a scegliere il vero tesoro: «Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore».

È inserita nel cuore umano, a causa della ferita del peccato originale, la passione della superbia che ci spinge sempre verso l’ambizione ad essere più degli altri, ritenendo che il nostro valore di persone si misuri in base al maggior potere. Gli apostoli, ancora fermi alla loro erronea idea di Messia, aspettavano il momento della manifestazione della gloria di Gesù. Essi pensavano che sarebbe arrivato il giorno in cui il Signore avrebbe mostrato umanamente il suo potere, e avrebbe così stabilito il nuovo regno d’Israele forte e saldo. Dunque, era normale che fra di loro discutessero quale fosse la squadra “di governo” dopo questo evento. È una mentalità che purtroppo riscontriamo nella vita: per essere qualcuno devi schiacciare l’altro, perché ti fa concorrenza. Non è stato facile per Gesù “regolare” questo atteggiamento nei suoi apostoli. Ha preso un bambino e ha detto loro: “il più piccolo tra tutti voi, questi è grande”. La grandezza tramite il servizio, l’essere considerato come privo di valore agli occhi umani. L’umiltà è la vera grandezza. È stato Gesù stesso a darci la lezione più alta, giacché con la sua totale umiliazione sulla morte in croce ha manifestato la sua grandezza. La potenza di Dio è quella dell’amore, della sofferenza, del morire per noi. Sicuramente, se consideriamo la nostra vita, i nostri rapporti umani, ci renderemo conto delle tante opportunità che abbiamo per praticare l’umiltà e di manifestare, come Gesù, che la grandezza sta nel servizio. È difficile, certamente, perché il cuore ci spinge con forza verso il potere superbo, ma con la grazia di Dio, guadagnata per noi proprio sulla croce, possiamo vivere questo ideale cristiano.