Commento al Vangelo del giorno: 29 Aprile 2019 – la strada dell’amicizia con Dio

Il Vangelo di oggi: Mt 11,25-30:

“Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli”

ripartire da DioIn quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Contemplo:

Ripartire da Dio:
Ripartire da Dio vuol dire confrontare con il suo primato tutto ciò che si è e che si fa: egli solo è la misura del vero, del giusto, del bene. Vuol dire tornare alla verità di noi stessi, rinunciando a farci misura di tutto, per riconoscere che lui soltanto è la misura che non passa, la ragione ultima per vivere, amare, morire. Ripartire da Dio vuol dire misurarsi su Gesù Cristo e quindi ispirarsi alla sua Parola, ai suoi esempi come ce li presenta il Vangelo. Il Vangelo ci rimanda a un Dio che è sempre al di là delle nostre attese, che supera e sconcerta le nostre previsioni; è l’esperienza che facciamo ogni volta che ci dedichiamo seriamente alla lectio divina. Non sappiamo ancora leggere convenientemente il Vangelo se non ci sentiamo spinti verso il segreto del Padre, non riducibile e nessuna misura o comprensione umana.

Medita:

Santa Caterina (Siena 1347- 1380) terziaria domenicana.
Festeggiamo Caterina da Siena, vergine consacrata a Dio nella famiglia domenicana, dottore della chiesa e patrona d’Italia insieme a San Francesco d’Assisi. Pressochè illetterata, conobbe le profondità dell’amore di Dio attraverso la contemplazione assidua, la preghiera ardente e l’instancabile dono di sé, a servizio della Chiesa e dei moltissimi discepoli che Dio le aveva donato e che, a ragione, la chiamavano mamma. Preso su di sé il giogo di Cristo, continuamente memore del sangue di quell’ innocentissimo Agnello, sangue sparso con tanto fuoco d’amore, Caterina consumò se stessa camminando nella luce e nella carità di Dio. Onoriamola con gioia e accogliamo l’invito con il quale ella suggellava ogni suo scritto: “Permanete nella santa direzione di Gesù dolce, Gesù amore”.