Commento al Vangelo del giorno – 29 Settembre – Vedrai cose più grandi di queste!

Il Vangelo di oggi: Gv 1, 47-51

gesu e natanaeleIn quel tempo, Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Commento al Vangelo di oggi:

Anche se il testo ebraico parla di «dèi», per secoli la liturgia ha tradotto: «Alla presenza degli angeli, a te voglio cantare” (Sal 137). La fede di Cristo ci insegna che ci sono «angeli» (dal greco «messaggeri») buoni e cattivi, non dèi, ma creature di Dio. Ogni creatura ci può essere di aiuto o di inciampo. Ma il Signore non ha voluto far scrivere invano, nelle Scritture, il nome di tre grandi angeli: Michele, «Chi come Dio?»; Gabriele, «Forza di Dio»; Raffaele, «Dioguarisce».

Nel deserto della vita o nella “notte oscura dell’anima” non siamo soli: c’è sempre una presenza che ci accompagna, ci sorregge, ci protegge. Dio non abbandona l’uomo, stabilisce con la sua creatura un rapporto di vicinanza. La presenza degli spiriti celesti sono un dono di Dio, un dono d’amore. Sottolinea con estrema acutezza Anselm Grün: «Da tempo immemorabile, riferendosi all’amore, si parla dell’Angelo dell’Amore. A chi mi ama, io dico: “Sei un angelo”. Quando mi è dato di sperimentare l’amore, ho la sensazione che un angelo sia entrato nella mia vita». Celebrando la festa dei santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele noi commemoriamo l’amore di Dio che ci libera e ci protegge dal male. Quella degli Arcangeli, che combattono al fianco degli uomini per proteggerli dalle insidie del maligno, è la certezza che Dio ci vuole con sé in Paradiso, che ci vuole bene e ci copre con la sua paterna misericordia. La Divina Commedia è una grande raffigurazione simbolica della vita del cristiano che dall’oscura selva del peccato è chiamato a intraprendere un cammino di purificazione verso la beatitudine del Paradiso. Nel canto IX dell’Inferno un angelo interviene per aprire le porte della città di Dite e scacciare i demoni che si oppongono al viaggio di Dante e Virgilio nell’oltretomba; nel secondo canto del Purgatorio è un angelo che conduce su una navicella le anime di coloro che devono purificare i loro peccati nel Purgatorio; ogni balza dello stesso Purgatorio è affidata ad un angelo che con un sigillo sulla fronte libera le anime dalla penitenza appena scontata. La vita dell’uomo è perennemente avvolta dalla misteriosa presenza degli spiriti celesti. Rose Ausländer parla di un angelo dentro di te che gioisce per la tua luce e piange per la tua tenebra: «Dalle sue ali escono sussurri / di parole d’amore / e squisite carezze». Dio invia i suoi angeli per custodire gli uomini: non cacciamoli dalla nostra vita.