Commento al Vangelo del giorno – 3 agosto – «Signore, aiutami!».

Mercoledì 3 agosto

Mt 15,21-28
Donna, grande è la tua fede!

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, – disse la donna – eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

lacrimeMedita

Due giorni fa abbiamo commentato il Vangelo della prima moltiplicazionetiplicazione dei pani (Mi 14,13-21): era il dono messianico per il popolo d’Israele, ma si concludeva dicendo che furono raccolti i resti di pane avanzato e si riempirono dodici ceste. Ecco oggi la destinazione di quei frammenti di pane: la donna Cananea che si accosta a Gesù per ottenere la guarigione della figlia è il simbolo dei pagani, dei popoli della terra che non hanno fatto parte dell’elezione e della prima alleanza. Anch’essi ora sono chiamati all’incontro, anche per essi è imbandita la mensa dell’amore di Dio che usa misericordia verso ciascuna delle sue creature. Certo il dono è dapprima fatto ad Israele, il popolo della promessa (e Matteo che scriveva il Vangelo per una Chiesa proveniente dal giudaismo è sensibile a questo), ma poi esso è destinato ad estendersi ad ogni popolo, ad ogni vi­cenda umana. Il cuore di Dio è più grande dei nostri piccoli mondi! La donna di Canaan (nazione maledetta per i giudei) si accosta a Gesù accontentandosi del dono delle briciole, ma poi anche lei ri­ceve pienamente e abbondantemente il pane dei figli: sua figlia viene guarita. Per sedersi al banchetto della misericordia, che accenna a quello dell’Eucaristia, non ci è chiesto di essere santi, di avere un perfetto pedigree, ci è chiesto solo di domandare la misericordia e di es­sere consapevoli del bisogno che ne abbiamo. L’amore di Dio, prima che premiare il merito, cura le ferite, sostiene la debolezza, sazia la fame.

Alla donna di Cancan e a noi è chiesto di avere fede: «Donna, grande è la tua fede!», le dice Gesù. Avere fede vuol dire conoscere con verità e riconoscere le proprie miserie, le lontananze, i tradi­menti, ma essere certi che c’è qualcosa di più grande di noi, dei nostri peccati ed è il “pane di Dio”, cioè il suo amore, la sua mise­ricordia. Nella fede apriamo la porta della nostra vita perché Lui entri, ci affidiamo al suo pane per essere perdonati, sanati, salvati. Questo “pane della misericordia” noi portiamo ai fratelli nella vita di ogni giorno.