Commento al Vangelo del giorno – 30 Aprile – non conoscono colui che mi ha mandato.

Il Vangelo di oggi: Gv 15,18-21

gesu di nazaretIn quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

Commento al Vangelo del giorno:

Nonostante l’odio che c’è nel mondo «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16). Anche noi possiamo contribuire all’azione di salvezza del mondo, con il nostro amore: «Noi amiamo, perché Dio ci ha amati per primo » (1Gv 4,19).

Gesù annuncia ai discepoli una parola chiara e, per certi versi, poco piacevole: il mondo li odierà proprio perché essi sono suoi amici. Gesù usa volutamente questo termine, senza attenuare affatto il suo significato: i discepoli non hanno nemmeno bisogno di parlare o di fare chissà quali azioni: il mondo sa che essi sono suoi, e con la loro stessa presenza essi criticano il modo di pensare degli uomini lontani da Dio. Questa premessa però non ci esime da andare oltre i rigidi schemi che delineano dei distinguo fondamentalisti tra i discepoli e il “mondo” in cui vivono. Mi spiego meglio e con parole estremamente semplici. Questo mondo così ostile a Gesù e ai suoi discepoli è innanzitutto dentro di noi e si estende come ombra grigia e buia in tutto ciò che ci circonda. Per rimanere fedeli a Gesù e trasparenti nella nostra testimonianza dobbiamo costantemente convertirci per trasformare il “nemico interiore” in uomo nuovo, per permettere al lievito rancido di diventare fermento in grado di far lievitare tutta la pasta, cioè tutto il mondo che ci circonda. Ci ricorda San Agostino: “Colui infatti che scelse il mondo dal mondo, non trovò già buoni quelli che scelse, ma li fece buoni scegliendoli. Ma se ciò è stato fatto per grazia, non lo è stato per le opere, altrimenti la grazia non sarebbe più grazia”. Dio sceglie il mondo che c’è in noi e lo purifica, sceglie il peggio e lo trasforma in bene. Il segreto per sconfiggere la parte più odiosa di noi stessi è quello di farci chiamare perennemente da Colui che sa trarre il bene anche dal male, la grazia dalla palude melmosa del peccato e della fragilità umana.