Commento al Vangelo del giorno: 30 Gennaio 2018 – Il cenno di una mano

Il Vangelo di oggi: Mc 5, 21-43

mano-apertaOra una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male. E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».

Contemplo:

La tua fede ti ha salvato (cf Mc 5,34)
Gesù loda la fede della donna che lo ha toccato con la certezza di essere guarita, perché è così che egli vuole essere avvicinato e cercato. Da Gesù esce una forza (cf Mc 5,30) che risana il corpo e lo spirito, un’acqua viva che dà vita a quanti ne bevono (cf Gv 7,38). Per questo non cessa di chiamare a sé tutti coloro che sono stanchi e oppressi, perché in lui trovino ristoro (cf Mt 11,28).

Commento al Vangelo del giorno:

Il Vangelo di oggi ci parla della fede che salva una donna inferma. Si tratta di una fede così ardente che è capace di appropriarsi della stessa forza di Cristo. Senza la fede non è possibile alcun rapporto con il Signore: solo chi crede è in grado di porsi in relazione salvifica con Lui e può ottenere, come Giairo, addirittura il miracolo di una risurrezione. La prova non è affatto segno dell’abbandono di Dio, e la forza della fede consente di resistere e di non venire meno nella speranza, pur in mezzo ai dolori e alle difficoltà. Quanto a Cristo, Egli è presente, vivo e immutabile; Lui che è il cuore e il fondamento stabile della vita dei cristiani. Quanti lo toccavano guarivano. Questo piccolo gesto del toccare nasconde in se stesso il desiderio arcano di un incontro, la nostalgia di qualcosa che si era irrimediabilmente perso e che improvvisamente viene ritrovato nel semplice cenno di una mano che lambisce il mantello, sfiora la persona che incarna l’infinito di Dio racchiuso in una briciola di tempo per incontrare l’uomo nella struggente povertà della sua solitudine. Non è solo una guarigione fisica quella che si sprigiona dal tocco, dallo sguardo di Gesù; è Dio che accarezza la nostra umanità inondandola dell’affetto paterno, del calore di una casa, della brezza di un giardino fiorito. In Gesù il divino torna a passeggiare in mezzo agli uomini, prende per mano e dialoga con tanti figlioli dal volto sfigurato, dalle vesti lacere, dai piedi sanguinanti. In Gesù Dio ci abbraccia, ci coccola, ci ridona la sua infinita dolcezza.