Commento al Vangelo del giorno: 30 Maggio 2019 – Un silenzio difficile

Il Vangelo di oggi: Gv 16, 16-20:

“Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia”

momenti-di-tristezzaIn quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Un poco e non mi vedrete più; un poco ancora e mi vedrete». Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra loro: «Che cos’è questo che ci dice: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”, e: “Io me ne vado al Padre”?». Dicevano perciò: «Che cos’è questo “un poco”, di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire». Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «State indagando tra voi perché ho detto: “Un poco e non mi vedrete; un poco ancora e mi vedrete”? In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia».

Contemplo:

La speranza non muore:
Le lacrime si esauriscono, le parole ti muoiono sulle labbra, il cuore si inaridisce, le forze fuggono, la vita sembra polverizzarsi. E’ questo il potere crudele del dolore e della morte, il crudele potere del mai più. Davanti al dolore e alla morte ci si arresta come davanti ad un enigma irrisolvibile e inquietante, a un’ingiustizia bruciante e inaccettabile. Tutto ti sembra inutile. Anche la fede più alta barcolla e trema. Le domande pulsano nel cuore e nel cervello. Le risposte sempre cercate non ti raggiungono. inspiegabilmente la speranza non muore. Aspetti l’inatteso. Speri l’insperato. Sogni che ciò che ti appare irrimediabilmente perduto non lo sia per sempre. Sogni un oltre. Sogni una porta che si apre, sogni la fine del dolore, la morte della morte.

Commento al Vangelo del giorno:

“Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.”
Se le parole di Gesù possono riferirsi in questo contesto a ciò che sta per accadergli, ai giorni della Pasqua, alla sua morte, alla sua “assenza” tra la croce e la risurrezione, non possiamo dimenticare che l’assenza del Signore è parte di un’esperienza spirituale che si ripete lungo i secoli. Anche nei vangeli appare questa situazione, ci troviamo di fronte ad alcune esperienze di assenza. Ricordiamo qui, per esempio, Maria e Giuseppe che dopo la visita al Tempio non trovano più Gesù; i discepoli sulla barca in mezzo al lago in una notte di tempesta, quando il Signore non è con loro; quando le folle lo cercano dopo la moltiplicazione dei pani; quando la Maddalena cerca nel giardino il suo Signore dopo la scoperta della tomba vuota… Molti santi hanno fatto l’esperienza di un’assenza del Signore, di un silenzio difficile da attraversare, di una notte oscura nella quale vivere solo di affidamento e di fede nuda. Anche a noi può capitare di attraversare momenti di aridità spirituale, nei quali dubitare della nostra esperienza di fede. Non dobbiamo scandalizzarci quando succede a noi o a qualcuno vicino a noi. Qualche volta invece anche noi, come i discepoli, non comprendiamo cosa significa questa “assenzapresenza”. In questo caso forse non ci è facile accompagnare per esempio i giovani, nel loro cammino umano, in questo passaggio che può significare un’adesione più consapevole alla fede. Un passaggio che siamo chiamati a riconoscere dai testi evangelici o a partire dalla nostra esperienza, dalla nostra fatica nel credere.