Commento al Vangelo del giorno: 30 Marzo 2018 – Ogni croce che trova la sua chiave

Il Vangelo di oggi: Gv 10,31-42

croceI soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: “Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca”. Così si adempiva la Scrittura: “Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte”. E i soldati fecero proprio così. Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: “Ho sete”. Vi era lì un vaso pieno d’aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: “Tutto è compiuto!”. E, chinato il capo, spirò.

Contemplo:

Odio: belva furente
Ogni carne lacerata e ogni anima in tormento, ogni umano lamento e lacrima e fiotto di sangue riflette il suo bagliore sinistro e la sua eco agghiacciante nel Crocifisso. Uno stolto delitto han commesso gli uomini aizzando la morte per uccidere la vita. Più puro di Abele, più forte e bello di Davide, l’ucciso è Gesù. L’odio è entrato come belva furente nel sentiero dell’amore e vi si è smarrito. La morte insensata ha imboccato la via della vita e vi è rimasta prigioniera. La sorgente ha gonfiato il suo getto, ha infranto l’uscita rocciosa. E l’acqua della vita ha sommerso il mondo. Il tuo è sacrificio che espia i nostri delitti.

Commento al Vangelo del giorno:

A te guardiamo oggi, crocifisso sofferente. Gli occhi si perdono nella contemplazione di te che hai il volto di ogni nostro dolore, la forma d’ogni nostra sofferenza. Giorno di lutto, di pianto, non di sconfitta o di disperazione. Giorno terribile di speranza. Grazie Gesù per il tuo sì, per la fatica così umana nell’accettare, per le tue lacrime e la tua solitudine. Grazie per la tua sofferenza perché ci aiuta a sopportare la nostra e a portare insieme quella di chi ci è caro. Hai saputo essere uno di noi fino in fondo e ci hai mostrato il senso del nostro esistere. La morte non è l’ultima parola, perché il fiore reciso ha profonde e salde radici. Stretti a te nel dolore, ci stringeremo a te, domani, nell’esplosione d’amore di una vita senza fine.
Medita:
Dopo averlo tradito, accusato, condannato, flagellato, sotto lo sguardo di Maria Gesù muore sulla croce. Cala il silenzio sulla terra. La gente ha assistito ad uno spettacolo ed ora tutte le voci, anche quelle più minacciose, si spengono. In mezzo alla folla accorsa sul Golgota si sentono i mormorii e i lamenti di chi piange un innocente. Tra questi ci sono ì malati risanati, i pubblicani perdonati, i giusti che hanno scelto “la parte migliore”. Era proprio necessario che Gesù soffrisse sulla croce? La risposta è semplice e drammatica al tempo stesso: sì, era necessario, per farci assaporare la profondità del Suo amore. Infatti è nell’amore di Cristo che ogni croce trova la sua chiave di salvezza. Nell’amore che in Cristo salva fino all’ultimo respiro ogni uomo può ricostruire il bene a favore di tutta l’umanità. Ci troviamo di fronte ad un Mistero più grande di noi, ma ci troviamo pure di fronte ad una realtà che per fede si realizza.