Commento al Vangelo del giorno – 31 Luglio – La vanità delle ricchezze

 

Gesù rifiuta di fare da arbitro negli affari umani. Non perché questi non rientrino nella sua sfera di influenza, ma perché crede che gli uomini siano in grado di risolvere da soli molte con­troversie, senza fare riferimento a qualche speciale rivelazione. Ovviamente spiega il principio, in seguito al quale fare le proprie scelte. Nel nostro caso è che la vita non dipende da ciò che si pos­siede. Quante guerre si sono fatte in nome dell’avere! Del mio e del tuo. Difficile che si usi il “nostro”, che porterebbe a giudicare le cose a partire dal bene comune. L’avidità è un diavolo cieco, che fa dimenticare valori più importanti, come la condivisione e la pace. Gesù non prende posizione nella trattiva in cui vogliono trasci­narlo, forse perché intuisce che chi è mosso dalla cupidigia non sarà mai soddisfatto da qualunque decisione che non sia quella che lui ha in mente; e più ancora perché vuole indirizzare gli udi­tori a stabilire una gerarchia di ciò che conta veramente.

Efficace è la parabola, che rappresenta un uomo con la malattia dell’accumulo. Sta sempre a calcolare i suoi possedimenti e va avanti di bene in meglio, progettando l’aumento del capitale. Non è un avaro, che si rifiuta di spendere, ma giustifica questa sua mania con l’egoismo di chi alla fine potrà dire: riposati, mangia, bevi e divertiti! Gesù fa il guastafeste, ma in fondo non è lontano dal vero quando fa capire che la vita è provvisoria e che il futuro costituisce un’incognita. Proprio nel momento di godersi i suoi gua­dagni, l’uomo muore, e allora? A cosa sono valsi tanti suoi sforzi? Dio stesso lo chiama “stolto”, perché ha mostrato una scarsa intel­ligenza. Ha sudato tanto e ora saranno gli altri a godersi il frutto delle sue fatiche. Gli eredi, che con molta probabilità non si ricor­deranno di lui, occupati a compiacersi delle ricchezze sbucate al­l’improvviso. Gesù non giudico il possesso o il risparmio, che ogni persona avveduta deve sapersi procurare, ma l’idea di indirizzarsi a quest’unico scopo, trasformando la vita in una cassaforte.

 

Forse anche tu hai invidiato qualcuno ricco, qualche volta. Hai pensato che sarebbe una vita da sballo avere tanti soldi e tante possibilità. Hai imma­ginato la loro felicità che continua nel tempo. E invece oggi ci viene ricor­dato che abbiamo bisogno di arricchirci di cose che fanno bene al cuore. la nostro vera ricchezza è avere la possibilità di guardare il mondo con occhi nuovi.