Commento al Vangelo del giorno: 31 Marzo 2018 – Vivere di fede

Gesu-deposto-Croce

Dopo questi fatti, Giuseppe d’Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodemo, quello che in precedenza era andato da lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. Essi presero allora il corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici, com’è usanza seppellire per i Giudei. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Parasceve dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino.

Commento al Vangelo del giorno:

Ora che Giuseppe d’Arimatea ha fatto deporre il corpo di Gesù, il silenzio è l’unico linguaggio che ci accomuna tutti. Sbigottiti guardiamo il sepolcro e ci rendiamo conto che ogni nostra domanda può apparire superflua. Non resta che affidarci al Signore, vivere di fede come Maria, pronti a rendere ragione della nostra speranza, come ci sprona Pietro. La sua fede ha conosciuto le tenebre della paura e del rinnegamento, pur tuttavia si è rialzato, non ha perso la speranza. Vivere di fede può essere semplice, come donare un sorriso, come ci insegna la poesia di David M. Turoldo: “…Io vorrei donare una cosa al Signore, ma non so che cosa. Tutto è suo dono eccetto il nostro peccato. Ecco, gli darò un’icona dove lui, bambino, guarda agli occhi di sua madre: così dimenticherà ogni cosa. Gli raccoglierò dal prato una goccia di rugiada, è già primavera, ancora primavera, una cosa insperata, non meritata una cosa che non ha parole; e poi gli dirò d’indovinare se sia una lacrima o una perla di sole o una goccia di rugiada. E dirò alla gente: avete visto il Signore? Ma lo dirò in silenzio e solo con un sorriso”.