Commento al Vangelo del giorno: 4 Gennaio 2017 – Venite e vedrete

Il Vangelo di oggi: Gv 1,35-42

seguire gesuIl giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)».

Commento al Vangelo del giorno:

Gesù ai suoi primi discepoli che volevano sapere dove dimorava, rispose: «Venite e vedrete». L’invito è rivolto anche a noi: seguiamo Gesù nella sua obbedienza al Padre, nel suo dimorare nella fedeltà e nell’amore, là lo troveremo in spirito, là comprenderemo come egli ci dona l’esempio e la sua stessa vita, perché possiamo trovare riposo in lui.

“Che cercate?”, chiede Gesù vedendo che due discepoli di Giovanni lo stavano seguendo. Uno sappiamo che è l’apostolo Andrea, fratello di Pietro. Di lui Papa Benedetto XVI ha detto durante il recente viaggio in Turchia: “La tradizione ci racconta che fu missionario non soltanto nell’Asia Minore e nei territori a sud del Mar Nero, cioè in questa stessa regione, ma anche in Grecia, dove patì il martirio. Pertanto, l’apostolo Andrea rappresenta l’incontro fra la cristianità primitiva e la cultura greca. Questo incontro, particolarmente nell’Asia Minore, divenne possibile grazie specialmente ai grandi Padri della Cappadocia, che arricchirono la liturgia, la teologia e la spiritualità sia delle Chiese Orientali sia di quelle Occidentali. Il messaggio cristiano, come il chicco di grano (cfr Gv 12,24), è caduto su questa terra e ha portato molto frutto. Dobbiamo essere profondamente grati per l’eredità che è derivata dal fruttuoso incontro fra il messaggio cristiano e la cultura ellenica. Ciò ha avuto un impatto duraturo sulle Chiese dell’Oriente e dell’Occidente. I Padri Greci ci hanno lasciato un prezioso tesoro dal quale la Chiesa continua ad attingere ricchezze antiche e nuove (cfr Mt 13,52). La lezione del chicco di grano che muore per portare frutto ha pure un riscontro nella vita di sant’Andrea. La tradizione ci racconta che egli seguì il destino del suo Signore e Maestro, finendo i propri giorni a Patrasso, in Grecia. Come Pietro, egli subì il martirio su una croce, quella diagonale che veneriamo oggi come la croce di sant’Andrea. Dal suo esempio apprendiamo che il cammino di ogni singolo cristiano, come quello della Chiesa tutta intera, porta a vita nuova, alla vita eterna, attraverso l’imitazione di Cristo e l’esperienza della croce”. L’altro discepolo resta senza nome, affinché ciascuno possa mettere il suo.