Commento al Vangelo del giorno – Domenica 28 febbraio – Se non vi convertirete

cerchi-acquaIn Ascolto della Parola 

In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

 

Medita

acqua-vinoI nostri tempi non sono poi così differenti da quelli in cui è vissuto Gesù; nemmeno la lettura che noi diamo della storia è molto diversa da quella che davano i contemporanei del Signore. Proprio per questo il Maestro, di fronte allo sconcerto di coloro che restavano attoniti di fronte alla morte di alcuni uomini che veniva considerata come una punizione, ricorda semplicemente una grande verità: piuttosto che guardare ai peccati degli altri – veri o presunti che siano – è meglio ricordare che anche noi non siamo né tanto migliori e nemmeno tanto peggiori degli altri. Per questo, il tempo che abbiamo a disposizione va usato molto bene: esso è tempo di conversione e di cambiamento interiore.

A tal proposito precisa A. Louf: “Tutto è provvisorio nella vita dell’uomo, tutto è legato al tempo: in questo senso i peccatori come i giusti vivono nel tempo, un tempo che è dono di Dio per loro, un tempo di grazia e quindi un tempo aperto alla conversione. Ne il peccatore incallito ne il giusto incallito resteranno tali per sempre, tutti sono chiamati a diventare “peccatori in conversione”. Dio viene a toccarci in infiniti modi per renderci docili a questo stato di conversione; da parte nostra possiamo solo prepararci ad essere toccati da Dio. Estranei alla conversione siamo estranei all’amore. Al di fuori della conversione non possiamo stare alla presenza del vero Dio: non saremmo davanti a Dio, bensì davanti ad uno dei nostri numerosi idoli. D’altro lato, senza Dio, non possiamo dimorare nella conversione, perché questa non è mai frutto di buoni propositi o di qualche sforzo sostenuto: è il primo passo dell’amore, dell’amore di Dio molto più che del nostro. Convertirsi significa cedere, abbandonarsi al primo segnale d’amore che percepiamo come proveniente da Lui.”

Questo anno santo della Misericordia e il periodo quaresimale che stiamo vivendo è un chiaro segnale dell’amore di Dio che ci vuole raggiungere, catturare penetrare in noi e nel nostro cuore. Approfittiamone: non sappiamo quante Quaresime ancora il Signore ci donerà per cambiare il nostro cuore.