Due spiccioli d’eternità

due spiccioliSenza far rumore, di soppiatto, con un gesto frettoloso della mano. Due spiccioli, tutto quello che aveva. Solo Gesù coglie il suo gesto, la scova tra i molti, che con fare antisonante, gettano il “di più” nel tesoro del tempio. Due spiccioli d’eternità. Quanto è vicina al cuore di Dio la vedova del Vangelo, come riassume, in quel semplice gesto, il mistero stesso del Bimbo “deposto in una mangiatoia”. Come giustamente osserva H.U Balthasar “Dio è il più ricco di tutti in assoluto, perché egli è il più povero di tutti in assoluto.(….) La povera vedova, che ha dato tutti i suoi averi, è molto vicina a questo Dio. Non si può forse dire che Dio ha gettato tutti i suoi averi nella cassetta delle offerte del mondo, quando ci donò quell’uomo senza apparenza, nascosto, appena rintracciabile nella storia del mondo, di nome Gesù di Nazareth? Che in questo quasi niente ci ha donato di più che con il ricco, gigantesco universo, poiché così offrì «tutto ciò che gli era necessario per vivere», affinché noi, anche se egli ne morisse, potessimo vivere della sua vita eterna?” (H.U. VON BALTHASAR, Tu coroni l’anno con la tua grazia, Milano 1990, 177). Il mistero di Dio non è racchiuso in un tomo di teologia, in dotti ragionamenti. La sua presenza, il suo stesso essere, si scorge e si svela nel lento fluire di piccoli gesti ricchi d’amore. Dio è amore. La sapienza cristiana si riassume nel frettoloso gesto di una mano, in due spiccioli d’eternità gettati furtivamente “nella cassetta delle offerte del mondo”.

(don Luciano)