Edith Stein: L’amore che vince l’odio e la cattiveria

Prega con noi, oggi, SantaTeresa della Croce, Edith Stein, carmelitana di orgini ebraiche uccisa in un campo di concentramento. Il secolo che ci sta alle spalle, secolo di orribili persecuzioni e di genocidi, è stato anche il luogo di espressione della santità più eroica.

Oggi amici, ricordiamo una grandissima patrona d’Europa, dopo santa Brigida, il nostro Benedetto e i fratelli dell’Est, Cirillo e Metodio: Edith Stein. Ebrea, convertita al cristianesimo, carmelitana, morirà anche lei, come sei milioni di fratelli, nei devastanti campi di concentramento nazisti dell’orribile ventesimo secolo. Passata dalla fede dei padri alla pienezza di Cristo, in nome di Cristo condividerà la tragica sorte del popolo ebraico. La Shoa rappresenta un terribile monito per noi europei e se una storiografia superficiale e di parte non esita ad accusare la Chiesa cattolica di avere ignorato, se non addirittura sostenuto, tale tragedia, occorre ribadire ad alta voce il tributo di quella parte di Chiesa che è rimasta vittima della follia nazista. Dalla Chiesa confessante del pastore Bonhoeffer, tedesco ucciso per ordine diretto di Hitler, alle migliaia di preti polacchi uccisi in campo di sterminio a Dachau, alle eroiche morti di Tito Brandsma e di Massimiliano Kolbe, ai molti preti italiani e francesi che nascosero i fratelli ebrei, alla nostra Edith, filosofa (assistente universitaria in Germania negli anni trenta!), patrona d’Europa perché ebrea, perché cristiana, perché portatrice di quei valori che la follia nazista volle spazzare via in nome di una delirante religione della razza. Pagine scure, terribili, ma illuminate dalla morte in croce di questi fratelli e sorelle che hanno, se non riscattato, almeno offerto spazi di umanità evangelica nel delirio della Shoa.