Il buon samaritano: L’icona dell’amore di Dio

buon samaritano

E chi è quel Samaritano se non lo stesso Salvatore? O chi fa maggiore misericordia a noi, quasi uccisi dalle potenze delle tenebre con ferite, paure, desideri, furori, tristezze, frodi, piaceri? Di queste ferite solo Gesù è medico; egli solo sradica i vizi dalle radici. (Clemente Alessandrino)

Gesù è il Buon Samaritano disceso dalla Gerusalemme celeste per salvare l’umanità esanime e ferita che giace ai bordi della strada, avvolta dalle tenebre del male e della cattiveria. Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua tenda sulla via che scende verso Gerico. La strada è la cattedra di Gesù, il luogo dove Dio manifesta la sua presenza, diventa medico dei corpi e delle anime. Lungo la strada Gesù annuncia la “buona novella”, guarisce i malati, scaccia i demoni, incontra pubblicani e prostitute; la strada è l’itinerario della misericordia divina. Dio è sempre sulla strada. La strada è il Santuario, dove Gesù ci educa. È un Santuario senza archi, colonne e altari, che non esclude i numerosissimi Santuari di pietra, elevati per glorificare Dio nella santa dimora. Scrive David Turoldo: «Gli eventi più significativi del Vangelo si avverano sulla strada… Perciò il nostro Dio è sempre sulla strada, magari in agguato, nascosto dietro i tornanti; con la sensazione che qualche volta arrivi in ritardo; e altre volte invece ti precede o ti venga incontro… Tutto avviene sulla strada, neppure in un crocicchio, sulla strada ove passano tutti: strada unica, dove si è “costretti” a passare » (Anche Dio è infelice, Piemme, p. 76).
Il Card. J. Ratzinger sottolinea nel suo libro “Gesù di Nazareth dal battesimo alla trasfigurazione”: “Se la vittima dell’imboscata è per antonomasia l’immagine dell’umanità, allora il samaritano può solo essere l’immagine di Gesù Cristo. Dio stesso, che per noi è lo straniero e il lontano, si è incamminato per venire a prendersi cura della sua creatura ferita. Dio, il lontano, in Gesù Cristo si è fatto prossimo”. L’immagine di Gesù, buon samaritano, diventa l’icona dell’amore di Dio, di Colui che “viene accanto ad ogni uomo piagato nel corpo e nello spirito e versa sulle sue ferite l’olio della consolazione e il vino della speranza”.

(don Luciano Vitton Mea)