Il libro del profeta Osea – Il peso di un nome

osea e la prostitutaDal matrimonio di Osea, il profeta, il più vicino a Dio, e Gomer, la prostituta, la più lontana da Dio, nascono tre figli che portano un marchio infamante: figli di prostituzione. I tre nomi che Osea da a questi figli indicano il mistero del male, le conseguenze nefaste del peccato. Quando l’uomo rinnega la propria elezione, l’amore di Dio e si prostituisce a degli dei che si è costruito con le proprie mani diventa uno schiavo, perde la propria dignità, scava un solco difficile da colmare. Gomer, le alture dei culti cananei e i tre nomi dei figli di Osea non sono reperti archeologici, dettagli insignificanti di una storia che non ci appartiene; sono impressi dentro di noi, sono un retaggio con cui dobbiamo confrontarci ogni giorno. L’ uomo, ciascuno di noi, è un mistero di vicinanza e di lontananza; c’è in noi un’innata inclinazione al bene ma nello stesso tempo sentiamo il fascino delle alture, le lusinghe di una facile e falsa libertà. Nasciamo fidanzati con l’amore, sentiamo il bisogno di consumare un rapporto vero e trasparente con Colui che ci ha voluti, pensati, creati; ma subiamo anche il fascino di una prostituzione sacra che ci allontana da Dio, dai fratelli, dal “meglio” che giace custodito nel sacrario della coscienza. Quando l’uomo giace con un surrogato dell’amore, quando sale tra i cespugli dove lo aspettano le prostitute di turno genera i tre figli di Gomer. E’ necessario conoscere e sentire il peso di questi tre nomi terribili. «Egli andò a prendere Gomer, figlia di Diblàim: essa concepì e gli partorì un figlio. E il Signore disse a Osea: «Chiamalo Izreèl, …..».
Izreèl è un nome maledetto perché in quel luogo si è consumato uno dei delitti più terribili della Storia di Israele, il massacro della famiglia reale. Al di la del fatto storico il nome evoca non solo quel bagno di sangue ma tutti i crimini che hanno segnato e segneranno la storia degli uomini. Quando ci si allontana da Dio si apre un baratro tenebroso di cui non si riesce a vedere il fondo; per costruire le varie Auschwitz che hanno segnato la storia umana non ci vuole molto: basta deporre Dio e innalzare l’uomo, i suoi interessi, le sue ideologie. «La donna concepì di nuovo e partorì una figlia e il Signore disse a Osea: «Chiamala Nonamata ….»
Dio non può amare il male, le alture, la concorrenza di idoli che non vedono e non sentono. Dio perdona i peccati ma detesta il male, le alture dove la sua effige viene fregiata e rovinata. «Dopo aver divezzato Nonamata, Gomer concepì e partorì un figlio. E il Signore disse a Osea: «Chiamalo Non-miopopolo, perché voi non siete mio popolo e io non esisto per voi». Dio non c’è, non esiste in mezzo agli idoli; chi si inginocchia e brucia l’incesso davanti all’effimero diventa non popolo, segna una lontananza che solo la misericordia di Dio potrà colmare ,