Il Santo del giorno – 07 Luglio – San Villibaldo

san villibaldoE’ a questo camminatore inglese che Montecassino deve la sua rinascita spirituale, dopo la distruzione a opera del longobardo Zottone nel 580-81. La sua famiglia lo mette a scuola dai monaci di Waltham, dove poi Villibaldo decide di farsi monaco. Ma è già fuori dalla cella e dall’Inghilterra prima dei voti definitivi: va in Terrasanta con un gruppo di pellegrini, tra cui suo padre (che morirà a Lucca) e suo fratello Vinnibaldo. Sta due anni a Roma, poi continua senza il fratello verso la Palestina, allora sotto gli arabi. I pellegrini cristiani vi sono in genere bene accolti; in quel momento, tuttavia, per tensioni politiche con l’Impero d’Oriente, Villibaldo e i suoi rischiano la prigione: li credono spie. Ma il soggiorno prosegue in pace, e nel 729 rieccolo a Roma, dopo sette anni.
Ma non torna poi in patria. Papa Gregorio II (715-731) lo manda nel 729 a Montecassino, dove il tenacissimo bresciano Petronace ha rimesso in piedi i muri. Ora si tratta di rifare i monaci, dopo l’abbandono dei tempi di Zottone, quando con l’abate Bonito essi cercarono scampo a Roma, portando con sé soltanto la provvista di pane e il libro della Regola. Così il quasi-monaco d’Inghilterra (non ha ancora emesso la “professione” definitiva) ricompone una comunità nel solco della vera tradizione e dello stile di vita insegnato dal Fondatore. E in quest’opera spende altri dieci anni.
Tornato poi a Roma, vi trova un Papa nuovo, Gregorio III (731-741), che gli dice: “C’è bisogno di te per evangelizzare i tedeschi”. Pronto, Villibaldo riparte, a suo agio dovunque, e soprattutto “di casa” in ogni parte d’Europa. Dalla Germania lo ha richiesto al papa Winfrido, detto poi Bonifacio, l’apostolo del mondo tedesco, che è imparentato con lui e ha già con sé il fratello Vinnibaldo. Sta organizzando in Baviera una struttura diocesana, e nel 740 ordina Villibaldo sacerdote, consacrandolo poi vescovo di Eichstätt già l’anno dopo.
Il vescovo Villibaldo costruisce la sua cattedrale, fonda un monastero e soprattutto controlla rigorosamente tutti gli altri, per incarico di Bonifacio. E poi incomincia per lui un’esperienza nuova: quella del predicatore itinerante, davanti ad ascoltatori che solo in parte sono cristiani. Quest’opera lo impegna fino alla morte. E lo rende eccezionalmente popolare, già con una fama di santità in vita, che poi si trasformerà in culto spontaneo e duraturo, molto in anticipo sul riconoscimento canonico.