Il Santo del Giorno 08 Aprile: Sant’Agabo

sant agaboIn data odierna il nuovo Martyrologium Romanum pone la “commemorazione di Sant’Agabo profeta”. Questi non è che uno della miriade di personaggi citati da San Luca negli Atti degli Apostoli. Vissuto a Gerusalemme nel I secolo dell’era cristiana, il suo strano nome forse non è che una deformazione greca di un termine semitico.
Nel libro suddetto compare la prima volta nel capitolo 11, collocato in una più ampia categoria di “profeti” giudeo-cristiani, come erano note alcune figure carismatiche, tra i più fervidi testimoni di Cristo, dotati di particolari carismi che permetteva loro di scrutare i cuori, nonchè di prevedere eventi futuri. Lo steso apostolo Paolo d’altronde, elencando i “carismi”, cioè gli speciali doni dello Spirito Santo, collocò la profezia addirittura al secondo posto dopo la missione apostolica (1 Corinzi 12,28).Agabo è dunque uno dei “profeti che scesero da Gerusalemme ad Antiochia” e come racconta Luca: “Alzatosi in piedi, egli annunziò per impulso dello Spirito che sarebbe scoppiata una grave carestia su tutta la terra. Ciò che di fatto avvenne sotto l’impero di Claudio” (11,28). In effetti attorno al 49-50 l’impero romano soffrì un simile periodo, prima in Grecia e poi a Roma e nel resto del bacino mediterraneo. L’annunzio compiuto da Agabo aveva in realtà una finalità intrinseca di solidarietà: la più ricca comunità cristiana di Antiochia di Siria infatti si autotassò per sostenere i fratelli più poveri della Giudea (11,29).Agabo riapparve poi più avanti, quando San Paolo si diresse per l’ultima volta a Gerusalemme. Giunto al porto di Cesarea, fu ospitato da un “evangelista” cristiano, un certo Filippo appartenente alla cerchia dei Sette Diaconi, che aveva quattro figlie anch’esse dotate del carisma profetico. Dalla Giudea sopraggiunse anche Agabo che nuovamente riuscì ad intuire il futuro, in questo caso dell’apostolo delle genti.
“Agabo, presa la cintura di Paolo, si legò i piedi e le mani e disse: Questo dice lo Spirito Santo: l’uomo a cui appartiene questa cintura sarà legato così dai Giudei a Gerusalemme e verrà consegnato quindi nelle mani dei pagani. All’udire questo, noi e quelli del luogo pregammo Paolo di non andare più a Gerusalemme. Ma Paolo replicò: Perché fate così, continuando a piangere e a spezzarmi il cuore? Io sono pronto non soltanto a essere legato, ma a morire a Gerusalemme per il nome del Signore Gesù”(At 21,11-13).
Qualsiasi altra notizia leggendaria su questo misterioso personaggio neotestamentario è da ritenersi pura fantasia, in quanto le uniche certezze sul suo conto sono date dai pochi passi citati su di lui contenuti negli Atti degli Apostoli.