Il Santo del giorno – 20 Maggio – Sant’Arcangelo Tadini

arcangelo tadiniVi sono uomini che hanno realizzato straordinarie imprese sociale, in umiltà e semplicità, uomini che in silenzio hanno fatto miracoli.Una di queste è Arcangelo Tadini. Nato a Verolanuova (Brescia) il 12 ottobre 1846, dal 1855 al 1856 studia presso il Collegio Vescovile di Lovere (BG).
Nel 1856 entra nel Seminario di Brescia dove, fino al 1870 segue i corsi di Teologia; il 19 giugno 1870 è ordinato sacerdote a Trento.
Comincia il suo ministero pastorale come curato a Londrino (BS) sperimentando grandi difficoltà fisiche, per motivo di una gamba rigida, diventatagli tale dopo un incidente nel collegio di Lovere. Questa sofferenza lo accompagnerà per il resto della vita.
Dal 1873 al 1855 è curato alla Noce, una curazia dipendente dalla parrocchia di S. Nazzaro (BS). Don Arcangelo qui vi rifulge come un uomo di Dio ricco di carità evangelica. E’ un ottimo direttore di anime e uomo d’azione fino al 1885, anno in cui venne nominato parroco di Botticino Sera (BS).
E’ un pastore attivissimo, la sua giornata è scandita da numerosi momenti di Adorazione, che danno senso e forza ad ogni cosa, ama il Signore in maniera straordinaria, è sempre disponibile, pur di temperamento serio cerca spesso di sorridere, cerca Cristo in tutti, ha una sola aspirazione: piacere sempre a Dio, darGli gloria e vivere per Lui.
Don Arcangelo è uomo riflessivo, calmo, forte nell sue decisioni, un sacerdote in continuo contatto col Vivente alla presenza di Dio.
Arrivato a Botticino Sera si dà fare partendo dai giovani: apre per loro l’oratorio, costituisce la banda musicale, la Confraternita del SS. Sacramento, il Terz’ ordine Francescano, e la Società Operaia del Mutuo Soccorso, per tutelare i lavoratori.
Le ragazze di Botticino, per aiutare economicamente la famiglia, cercano lavoro nelle filande del bresciano, e perciò sono assenti spesso da casa.
Don Arcangelo, che considera la Parrocchia come la famiglia di ogni cristiano, si duole nel constatare la dispersione del suo popolo.
Per questo motivo, costruisce in paese una filanda, affinchè le ragazze non abbandonino la famiglia. Vuole però che le giovani siano guidate materialmente e spiritualmente da religiose che assistano le operaie, anzi, lavorino gomito a gomito con loro.
Nel 1900 fonda la Congregazione delle Suore Operaie della Santa Casa di Nazareth. Egli dà alla comunità il modello della Sacra Famiglia, perchè desidera che le sue figlie siano eroiche, aperte alla Chiesa e attente al mondo del lavoro, donne che sappiano lavorare sorridendo.
Don Arcangelo ama le famiglie, cura lo sviluppo delle coppie, senza dimenticare gli ammalati, da i quali si reca con entusiasmo.
Coltivando per tutta la sua vita la carità in modo eroico, consumando il suo patrimonio e privandosi di tutto, muore santamente il 20 maggio 1912 a Botticino, nella casa madre delle Suore Operaie, nell’ora in cui soleva recarsi in cappella con le amate religiose.
Viene reso beato da Giovanni Paolo II il 3 ottobre 1999.
La data di culto per la Chiesa Universale è il 20 maggio, mentre la diocesi di Brescia e la sua Congregazione lo ricordano il 21 maggio.