Il Santo del giorno: 21 Novembre – Beata Francesca Siedliska

Beata Francesca SiedliskaA leggere la biografia della beata Maria di Gesù Buon Pastore, al secolo Francesca Siedliska, si resta meravigliati di fronte al gran numero di km percorsi in numerosi viaggi in tutta Europa e negli USA, che impegnarono buona parte della sua vita religiosa e usando i mezzi di trasporto, non certamente veloci e confortevoli di fine Ottocento.
Francesca Siedliska, nacque nel castello di Roszkowa Wala presso Varsavia in Polonia il 12 novembre 1842, primogenita dei coniugi Adolfo Siedliska e Cecilia di Morawska, discendenti da antica nobiltà polacca; la zona della Polonia ove abitavano, era allora sotto la protezione dello Zar di Russia e venti anni dopo nel 1863, fu incorporata nell’impero dello zar.
Crebbe con l’affetto dei genitori, preoccupati però più della sua salute non florida e della sua formazione culturale, che da quella di dargli una educazione religiosa.
In un ambiente imbevuto di indifferenza religiosa, propria della filosofia di quel tempo, Francesca cominciò a conoscere Dio attraverso un’istitutrice molto brava e colta, che le insegnò anche a pregare; ma la morte improvvisa di questa istitutrice, la privò del suo sostegno spirituale.
Successivamente una parente materna la preparò alla prima confessione; poi la madre si ammalò gravemente e Francesca angosciata, ebbe la forza d’implorare la Madonna per la sua guarigione, che avvenne di lì a poco.
Proprio in questo periodo, quando Francesca assisteva la madre ospitata a Varsavia dal nonno, incontrò nel novembre 1854 il padre cappuccino Leandro Lendzian di origine lituana e fra i due s’instaurò una intesa spirituale, che lei considerò il “momento della mia conversione; mi recai dal padre come una pagana, vuota di Dio e del Suo amore, tornai illuminata nell’amore”.
Poi con le tappe della Prima Comunione fatta il 1° maggio 1855; della dura Quaresima del 1860 vissuta da lei con profondo spirito ascetico; del drammatico confronto con il padre che voleva farla sposare e inserirla nell’ambiente dell’alta società, Francesca Siedliska prese sempre più coscienza della vocazione religiosa che man mano era maturata in lei.
Nel 1860 seguì i suoi genitori che dovettero recarsi in Svizzera, nel Tirolo, in Germania e in Francia; ma la salute forse anche per lo strapazzo dei viaggi, cominciò a declinare con preoccupazione, tanto da far temere una tubercolosi, male che imperversava in quell’epoca.
Nell’autunno del 1860 la madre l’accompagnò per cure a Merano, poi in Svizzera e infine a Cannes in Francia, dove nel 1868 anche il padre le raggiunse per fuggire l’insurrezione polacca; l’incontro della famiglia con il resurrezionista Hube, portò alla conversione del padre Adolfo.
Seguì un periodo di pace per la famiglia, proseguito anche dopo il ritorno in Polonia nel 1865 e fino alla morte del padre nel 1870.
Sempre con la guida spirituale di padre Leandro Lendzian, Francesca coltivò la sua aspirazione a consacrarsi interamente a Dio, ostacolata però dalla malferma salute.
Il 12 aprile 1873, aveva 31 anni, padre Leandro le disse chiaramente che era volontà di Dio, che iniziasse la fondazione di una nuova famiglia religiosa.
Sebbene stupita della richiesta, non oppose resistenze e cominciò l’opera suggeritole; a lei si unirono in un primo momento la madre, colpita da tempo dalla spiritualità della figlia e da due anziane terziarie francescane appartenute ad una estinta comunità di Lublino.
La nuova comunità doveva essere dedita alla adorazione del Ss. Sacramento, all’imitazione della vita di Maria Vergine a Nazareth, all’educazione catechistica dei fanciulli; a causa dell’opposizione del Governo russo, non si poteva aprire nella Polonia di allora la Casa-madre, allora Francesca Siedliska partì per Roma a sottoporre il programma della nuova Congregazione al papa Pio IX.
Il 1° ottobre 1873, fu ricevuta dal Pontefice che approvò l’idea della fondazione delle “Suore della Sacra Famiglia di Nazareth”; a questo punto ritornata in Polonia, si ripropose la scelta di un luogo dove stabilirsi; andò in Francia a Lourdes, ma poi decise di fondare il suo Nazareth a Roma e nel 1874 vi ritornò, ed ebbe come consigliere il Generale dei Resurrezionisti padre Semenko.
Acquistò una piccola casa in via Merulana dove si stabilì, in seguito la Casa-madre fu fissata definitivamente in via Macchiavelli.
L’ideale ascetico della fondazione maturò a Loreto nel 1875, cioè imitare la vita nascosta e tutte le virtù della Sacra Famiglia di Nazareth; il periodo dal 1873 al 1876 fu detto “la primavera della Congregazione”, la prima domenica di Avvento del 1875, ebbe luogo la fondazione del nuovo Istituto, con le prime novizie arrivate dalla Polonia, le tre sorelle Wanda, Laura e Felicità Lubowidzki.
Nel 1881 fondò una nuova casa a Cracovia in Polonia; il 1° maggio 1884 la fondatrice e le prime compagne fecero la professione religiosa e in quest’occasione Francesca prese il nome di suor Maria di Gesù Buon Pastore.
Volendo estendere gli scopi della Congregazione anche alle famiglie polacche emigranti negli Stati Uniti, nel 1885, 1889 e 1896, vi si recò aprendo tre Case a Chicago e diffondendo le suore dappertutto; nel 1892 era a Parigi, dove aprì una Casa, nel 1895 fece lo stesso a Londra.
Intanto preparava le Costituzioni, in cui la Congregazione dichiarava, che suo fine principale era ricondurre le anime alla verità e di far conoscere ed amare la Chiesa di Gesù attraverso queste opere: istruzione religiosa dei catecumeni israeliti, protestanti e scismatici, ritiri spirituali per le signore, insegnamento della dottrina cristiana e della storia della Chiesa alle giovani, preparazione dei fanciulli alla Prima Comunione.
Le Costituzioni ritoccate e ampliate, furono definitivamente approvate dalla Santa Sede nel 1923, più di 20 anni dopo la morte della Fondatrice.
Madre Maria di Gesù Buon Pastore, continuò la sua opera amorevole verso le suore, specie quelle ammalate che curava e serviva personalmente; per confortare, spronare e consigliare le suore, intraprese altri viaggi in Inghilterra, Francia, Polonia.
Ma la sua forte fibra cominciò a cedere per le fatiche, i viaggi, le preoccupazioni e le tante malattie, tanto che acconsentì al consiglio dei medici e andò a trascorrere un periodo di riposo presso le Benedettine di Subiaco, tornando a Roma il 16 ottobre 1902.
Il 15 novembre fu colpita da peritonite acuta e il 21 novembre 1902 morì santamente, fra il compianto delle sue figlie, aveva 60 anni.
La sua tomba si trova nella Cappella della Casa Generalizia delle Suore della Sacra Famiglia di Nazareth in Roma.
Suor Maria di Gesù Buon Pastore Siedliska, è stata beatificata a Roma il 23 aprile 1989 da papa Giovanni Paolo II; la sua festa liturgica è il 21 novembre.