Il Santo del giorno – 23 Marzo – Beata Annunciata Cocchetti

beata annunciata cocchettiFondatrice delle Suore Dorotee di Cemmo, madre Annunciata Cocchetti nacque a Rovato (Brescia) il 9 maggio 1800; a sette anni rimase orfana dei genitori e fu la nonna paterna a prendersi cura di lei, non facendole mancare affetto e cure, educandola a grandi ideali.
Le furono direttori e guida spirituale nella crescita umana e cristiana, i sacerdoti della parrocchia e in particolare don Luca dei Conti Passi; a 17 anni aprì nella sua casa una scuola per le fanciulle povere del paese. A 22 anni si diplomò maestra divenendo la prima insegnante della scuola femminile di Rovato; in quel periodo ebbe l’occasione di incontrare la beata Maddalena di Canossa, intenta a realizzare l’idea di apertura di una casa della sua Congregazione nella zona bresciana; Maddalena intuì che la giovane Annunciata era destinata ad un cammino diverso e glielo predisse.
Nel 1824 quando aveva 24 anni, le morì la nonna e lo zio Carlo, tutore degli altri tre fratelli orfani, uomo di affari e di politica, volle che anche Annunciata lo raggiungesse a Milano, dove rimase per sei anni, coltivando per lei l’idea di una sistemazione con un buon matrimonio, cercando di distoglierla dalle sue inclinazioni religiose.
Ma Annunciata pur acquisendo nuove esperienze, non rinunciò alla sua vocazione che ormai era sempre più chiara, sin da quando aveva chiesto alla beata Maddalena di Canossa di entrare fra le sue figlie. Nel 1831 lasciò Milano e andò a Cemmo in Valcamonica, allora piccolo e sconosciuto paese, sempre seguendo la guida di don Luca Passi; lì c’era una scuola aperta dalla nobile Erminia Panzerini, che fin dal 1821 con alcune pie donne la gestiva nello spirito dell’Opera di S. Dorotea; ma l’istituzione non aveva successo:
Annunciata Cocchetti si mise al fianco della Panzerini come maestra, incrementando le iniziative scolastiche e di assistenza alle giovani.
Fu fedele collaboratrice per dieci anni, obbediente ed attiva verso la direttrice della scuola che amò e stimò, nonostante la profonda diversità di temperamento e mentalità; divenne madre e maestra per tutte le ragazze della valle, desiderose di istruzione e di educazione.
Nel 1842 la Panzerini morì e lei si ritenne libera per la vita religiosa, si trasferì a Venezia vestendo l’abito religioso delle Suore Dorotee, appena fondate da don Luca Passi; nell’ottobre dello stesso anno ritornò a Cemmo con altre due religiose fondandovi praticamente l’Istituto, emettendo nel 1843 i voti.
Per 40 anni fu l’apostola della Valcamonica, donna di grande spiritualità pratica e robusta, eccelse per spirito di preghiera, per pietà eucaristica, per zelo ardente della salvezza della gioventù.
Ogni domenica, con ogni tempo girava per le parrocchie dei paesi vicini, raggiungendole a piedi, l’attendevano le animatrici dell’Opera di S. Dorotea e tutte insieme collaboravano fattivamente all’apostolato nelle parrocchie.
Pur muovendosi nello spirito dell’Opera di S. Dorotea, di cui fu convinta apostola in tutta la Valle, impresse al suo Istituto una fisionomia tutta propria, istituendo sin dal 1853 a Cemmo un noviziato proprio, sviluppandolo in modo autonomo e diffondendosi anche fuori d’Italia.
Alle sue figlie lasciò l’esempio di una vita tutta piena di fede viva, di preghiera, di zelo operoso, dicendo loro: “Amatevi da buone sorelle… fatevi sante, operando molto bene alle giovani a voi affidate”.Morì a 82 anni il 23 marzo 1882, il suo corpo riposa dal 1951 nella casa santificata dalla sua presenza a Cemmo.
È stata beatificata da papa Giovanni Paolo II, il 21 aprile 1991.
Nella diocesi di Brescia la sua memoria si celebra l’11 maggio.