Il Santo del Giorno 31 Marzo: Santa Balbina di Roma Martire

E’ ricordata nel Martirologio Romano al 31 marzo. La prima parte dell’elogio, che tratta del suo battesimo a Roma, è stata presa dagli atti leggendari dei ss. Alessandro, Evenzio, Teodulo, Ermete e Quirino. L’autore fa di Balbina Ia figlia del martire Quirino creando, secondo il costume degli agiogra`fi romani del secolo V, una parentela arbitraria. La seconda parte dello stesso elogio, riguardante la sepoltura sulla via Appia, è stata inventata da Adone, poiché negli atti suddetti non si trova nessuna notizia in proposito. NelI’antichità Balbina non ha avuto culto né è commemorata nel Martirologio Geronimiano. Floro, nel suo Martirologio, la ricorda il 18 gennaio, tratto in errore da una commemorazione mal compresa del Martirologio Geronimiano. Adone la ricorda al 31 marzo, aggiungendo arbitrariamente che era sepolta nel cimitero di Pretestato sulla via Appia, perché, essendo figlia del martire Quirino, doveva essere sepolta vicino a lui.
La Vita leggendaria di Balbina è pervenuta a noi tramite due passiones: la prima è una passio Alexandri, forse del VI secolo, che confonde papa Alessandro con l’omonimo martire nomentano; la seconda è una passio ss. Balbinae et Hermetis, una specie di appendice alla passio Alexandri. Secondo queste due leggende, Balbina era figlia del martire Quirino, il quale, convertitosi alla fede cristiana, fu battezzato insieme con lei da papa Alessandro. Essendosi Balbina ammalata gravemente, fu portata dal padre al papa, che allora era imprigionato, e ne fu risanata. Per le sue ricchezze e per la sua nobiltà fu domandata in sposa da molti giovani, ma ella volle rimanere fedele al suo voto. Arrestata insieme col padre per ordine dell’imperatore Adriano (117-35), dopo non pochi tormenti fu decapitata.
A Roma erano indicati col nome di B. un titolo, del quale si ha col nome di B. un titolo, del quale si ha notizia nel sinodo del 595, ed un cimitero situato tra la via Appia e l’Ardeatina. Probabilmente l’eroina della leggenda agiografica fu la fondatrice dell’uno e dell’altro, ed in seguito, secondo un costume caro agli antichi agiografi, fu elevata alla dignità di martire.