Il Vangelo del giorno – 04 Giugno – Beato chi teme il Signore

Il Vangelo di oggi: Mc 12, 28-34

bambino-speranzaIn quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Commento al Vangelo di oggi: Beato chi teme il Signore (dal Salmo responsoriale)

Amare Dio con tutto il cuore, ossia con tutta la capacità del nostro essere, e amare il prossimo come amiamo noi stessi, ci avvicina al regno di Dio ed è il vero significato del timor di Dio. Per questo il Salmo canta: «Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie. Della fatica delle tue mani ti nutrirai, sarai felice e avrai ogni bene». Temere il Signore significa amarlo con tutto il cuore, significa trovare la via del vero bene e della vera gioia.

Ci sono incontri che spandono il loro profumo di bene per molto tempo, nonostante le stagioni, gli anni e i secoli passino inesorabilmente. Tra questi c’è l’incontro di Gesù con “uno degli scribi” e ci hanno regalato due comandamenti che diventano uno: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza” e “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. E queste parole bellissime mi hanno aiutata a dare luce alla storia di Rosaria, ex compagna di Roby Facchinetti dei Pooh e mamma di Francesco, personaggio pubblico, qui volontaria dei poveri di Fratel Ettore. Rosaria così racconta: “Spinta dal desiderio di passare un Natale diverso, nel 1991, ho deciso di fare un ritiro a Casa Betania di Seveso. Fratel Ettore quasi subito, senza nemmeno conoscermi, mi ha proposto di fermarmi una decina di giorni lasciandomi le redini di tutto, perché doveva partire… È successo che una mattina ho iniziato a piangere. E non ho più smesso. Per giorni interi. La sera mi addormentavo singhiozzando e all’alba trovavo il cuscino fradicio. Non so come sia possibile, non era un pianto voluto, ma era qualcosa che non riuscivo a fermare. Gli ospiti, invece che evitarmi, hanno iniziato a non darmi tregua. Quando passavo mi davano un bacio, mi stringevano la mano. Durante le preghiere ero come una sardina, stretta tra di loro che sembravano tutti impegnati a consolarmi, a non farmi sentire sola. In quel momento
la persona da portare via da qualcosa che la costringeva a “restare in strada” ero io. E loro erano i miei salvatori”. Dio, Rosaria e i poveri si sono stretti in una cosa sola sorreggendosi a vicenda. L’amore è questo…no?