Il Vangelo del giorno – 09 Maggio 2015 – Un servo non è più grande del suo padrone

Il Vangelo di oggi: Gv 15, 18-21

gesu servo padroneIn quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

Commento al Vangelo di oggi: Un servo non è più grande del suo padrone

Secondo il Vangelo di Giovanni vi è una certa distanza tra Gesù e il mondo. Per «mondo» si deve intendere la mentalità di coloro che si chiudono allo Spirito di Dio, pensando di essere del tutto autonomi, come se Dio non ci fosse. Gesù ci ha scelti, quasi tratti fuori da questa mentalità. Restiamo uniti a Gesù senza timore: il suo amore dura in eterno, confidiamo nel suo aiuto soprattutto quando non ci sentiamo accolti da coloro che rifiutano il Signore.

salvatore_mellone“Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, scenda sul Papa la benedizione di Dio Onnipotente”, così è iniziata la missione presbiterale di Salvatore Mellone di Barletta, che il 16 aprile scorso, nel giorno dedicato alla memoria di santa Bernadette Soubirous. ha voluto raggiungere l’obiettivo di diventare prete, per uscire da se stesso e andare nelle periferie toccate dalla sofferenza. Il tutto sembrava davvero impossibile, avendo scoperto di essere malato di tumore durante il secondo anno di seminario. L’iter degli studi teologici non era quindi completo, ma i sacerdoti del seminario, in comunione con il loro arcivescovo monsignor Giovan Battista Pichierri, hanno accelerato la procedura e Salvatore ha potuto dire il suo sì in casa sua, diventata per poche ore una Cattedrale. Una grande testimonianza di fede e di amore quella di Don Salvatore, che ora è in fase terminale. Pochi giorni prima della sua ordinazione era stato raggiunto telefonicamente da Papa Francesco, che gli aveva chiesto il dono della prima benedizione: “La prima benedizione la darai per me” , e così è stato. Ma che senso ha una scelta così totale in un momento drammatico della propria vita? Appunto perché Don Salvatore non è “del mondo”. Egli ha voluto consegnare nelle mani di Dio tutto se stesso, come fa chiunque è innamorato di un Tu più grande. Il fatto poi che abbia scelto di diventare prete nel giorno di santa Bernadette sottolinea il forte legame con Maria Santissima, la Bianca Signora di Lourdes, che i malati e il mondo della malattia li ha da sempre volut accanto, cooperatori del bene salvifico e della conversione di tante anime che, con l’offerta delle proprie sofferenze, sostengono il cammino della Chiesa e, naturalmente, del Papa.