Il Vangelo del giorno – 15 Giugno – Da’ a chi ti chiede

Il Vangelo di oggi: Mc 5,38-42

porgi l'altra guanciaIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle».

Commento al Vangelo di oggi: Da’ a chi ti chiede

La legge del taglione o della reciprocità, dice che nella società tutti hanno gli stessi doveri e diritti. Umanamente è un grande passo verso una società più giusta. Però Gesù supera la legge vecchia con la legge dell’amore. Mosè ha chiesto a Dio: «Mostrami la tua gloria» e la risposta è stata: «Vedrai le mie spalle, ma il mio volto non si può vedere» (cf Es 33,1723).
Noi seguiamo le spalle di Gesù nel cammino verso Dio, noi seguiamo la legge dell’Amore.

Porgere la guancia sinistra a chi ti percuote quella destra. Una logica apparentemente assurda, fuori da una qualsiasi prospettiva umana e di comune buon senso. Per comprendere questo insegnamento dobbiamo avere la capacità di andare oltre il mero significato delle parole, oltre la superficie di un concetto che ci appare irrazionale, per coglierne, nei fondali vasti e sconfinati della sapienza divina, tutte le ricchezze di una scelta di vita. Porgere l’altra guancia, cioè buttarsi alle spalle il male subito, non permettere che i ruvidi segni di uno schiaffo continuino ad abbruttire il nostro volto; lasciare sul ciglio della strada il mantello soffocante della vendetta, la tunica adombrata dal risentimento, dall’odio, dal dilaniante rancore.
Porgere l’altra guancia, cioè buttarsi alle spalle il peggio di noi stessi, l’odore malsano della cattiveria; lasciare le cuciture di un abito che ti stringe, soffoca, umilia. Porgere l’altra guancia, cioè rivestirsi con il lenzuolo che profuma di bucato, cingersi con i fiori del prato, cogliere dall’albero un diadema di ciliegie. Lascia ai figli di questo mondo il veleno della rivalsa, porgi l’altra guancia, rivestiti con il meglio che Dio ha posto nel tuo cuore.