Il Vangelo del giorno – 16 aprile 2015

Il Vangelo di oggi: Gv 3, 31-36

Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

Commento al Vangelo di oggi: “Cercate la felicità nella regione della morte: non è lì. Come essere felici dove non c’è vita?

Il lettore attento e ammirato del Vangelo di Giovanni, si accorge subito che questo discepolo, «il discepolo che Gesù amava», è stato seguace di Giovanni il Battista, del quale riporta la più bella frase su Gesù: «Ecco l’Agnello di Dio». Questo «discepolo» supera la cultura giudaica, supera il linguaggio ellenistico del tempo e si innalza sopra ogni «testimonianza» umana, perché «chi viene dall’Alto è al di sopra di tutti».

felicita nella vitaStamattina, ho trovato questa citazione di sant’Agostino: “Cercate la felicità nella regione della morte: non è lì. Come essere felici dove non c’è vita? […] Dovete scendere per salire fino a Dio”. Subito l’ho accostato al vangelo, infatti, mi pare che Gesù ci chieda di salire con lo Spirito. Quando si guarda dall’alto il panorama è diverso da chi guarda stando rasoterra. Si vedono case e strade che dal basso non avresti mai visto. Così, quando ci si accosta all’Eucarestia, ci si innalza a contemplare il Cristo e la sua verità. Anche san Francesco d’Assisi in una sua ammonizione ce lo ricorda: “…lo Spirito del Signore, che abita nei suoi fedeli, è lui che riceve il santissimo corpo e sangue del Signore. Tutti gli altri, che hanno la presunzione di riceverlo senza partecipare dello stesso Spirito, mangiano e bevono “la loro condanna”. Perciò: “Figli degli uomini, fino a quando sarete duri di cuore?”. Perché non conoscete la verità e non credete “nel figlio di Dio?”. Ecco, ogni giorno egli si umilia, come quando “dalla sede regale” discese nel grembo della Vergine; ogni giorno egli stesso viene a noi in apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del Padre sull’altare nelle mani del sacerdote. E come ai santi apostoli si mostrò nella vera carne, così anche ora si mostra a noi nel pane consacrato. E come essi con la vista del loro corpo vedevano soltanto la carne di lui, ma, contemplandolo con occhi spirituali, credevano che egli era lo stesso Dio, così anche noi, vedendo pane e vino con gli occhi del corpo, dobbiamo vedere e credere fermamente che è il suo santissimo corpo e sangue vivo e vero. E in tal modo il Signore è sempre con i suoi fedeli, come egli stesso dice: “Ecco, io sono con voi sino alla fine del mondo” (Mt 28,20)”.