Il Vangelo del giorno – lunedi 9 marzo 2015

Il Vangelo di oggi: Lc 4, 2430:nessun profeta è bene accetto nella sua patria.

gesu insegna nella sinagogaIn quel tempo, Gesù cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro». All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

Commento al Vangelo di oggi:

L’ora di adorazione… consideratela come un’ora di paradiso, andate ad essa come si va al Cielo, al banchetto divino, e quest’ora sarà desiderata, salutata con gioia. Fomentatene dolcemente il desiderio, dicendo a voi stessi: «In quest’ora… io andrò all’udienza di grazia e di amore di nostro Signore: egli mi ha invitato, mi attende, mi desidera».

(Pietro Giuliano Eymard)

I suoi concittadini di Nazareth non avevano alcun problema a riconoscere in Gesù sapienza e potenza divine, che si manifestavano nei suoi insegnamenti e nei miracoli. Ciò che non riuscivano a comprendere è come Dio si fosse rivelato completamente e compiutamente in quel figlio del carpentiere e di Maria, del quale sapevano tutto fin da quando era bambino. È lo scandalo che i cittadini di Nazareth non hanno accettato e che anche noi, nonostante la sua morte in croce e risurrezione, rischiamo di non accettare. Ma è proprio nella sua incarnazione in Gesù che si manifesta fino in fondo la libertà divina. Dio, come annuncia il vangelo di oggi, è libero di mandare Elia solo a una vedova di Serepta di Sidone e di risanare, tra tanti lebbrosi, solo Naamàn il Siro. Anche per noi è difficile accettare che Dio si sia rivelato completamente in un piccolissimo pezzo della storia umana, come è quella della famiglia di Nazareth. È molto più facile vederlo nell’armonia dell’universo, nelle meraviglie della natura o negli eventi della storia, ma Dio non si oggettivizza nella storia come lo «spirito assoluto di Hegel». Dio, nella sua libertà, ha pensato bene di vivere (la parola «oggettivarsi » sarebbe sbagliata) nella persona di Gesù di Nazareth. fede-in-dioNoi, come i suoi concittadini, abbiamo solo un modo di superare questo scandalo: la fede. Più in alto facciamo il salto nella fede, e più si apriranno per noi scenari di sapienza e potenzialità inimmaginabili. Se ci apriamo completamente al vangelo, possiamo capire verità insospettabili e operare miracoli inimmaginabili, ma non per opera nostra: sarà
sempre il Signore a operare attraverso di noi. Lodiamo Dio per questa sua strategia di salvezza dell’uomo, perché se ci avesse liberato e salvato senza passare attraverso la persona e la storia di Gesù di Nazareth, ci avrebbe donato solo un’altra ideologia in più. La fede è un’altra cosa.