Il Vangelo del giorno – mercoledi 11 marzo 2015

Il Vangelo di oggi: Mt 5, 1719: sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Gesù-e-i-discepoliIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Commento al Vangelo di oggi:

Appoggiatevi al Vangelo, affidatevi al Vangelo. La parola fede, nella sua lunga storia nell’Antico Testamento, nella Bibbia, nella versione ebraica della Scrittura rappresenta la situazione di chi si affida, di chi appoggia su una roccia, di chi si sente saldo perché è appoggiato a qualcuno molto più forte di lui.

(Carlo Maria Martini)

Oggi il Signore annuncia che non è venuto per abolire la Legge o i Profeti, ma a dar loro compimento. Che cosa ha apportato Gesù nel mondo e nella storia perché la Legge e i Profeti si compissero? La risposta è: la libertà! Tuttavia la legge, alla quale si riferisce Gesù, non è solo quella giudaica, ma soprattutto la legge di Dio. Quando gli uomini parlano di libertà intendono la capacità di perseguire i propri progetti, senza limiti e senza costrizioni. Per il Signore, invece, l’uomo è libero quando è capace di perseguire il progetto di Dio su di lui. All’inizio dei tempi era così. Poi, in seguito al peccato che è entrato nel mondo, la libertà di compiere naturalmente la volontà di Dio era andata perduta, e l’uomo era diventato schiavo del peccato. Intendiamoci, anche oggi l’uomo può essere schiavo del peccato, ma solo se lo vuole, perché Gesù Cristo ci ha liberati da quella schiavitù, ridonandoci la libertà originaria di perseguire il nostro progetto di vita. Il modo che Dio ha scelto per liberarci dall’antica schiavitù del peccato è stato quello di inviare nel mondo suo Figlio, Gesù di Nazareth, vero uomo e vero Dio, perché vivesse tra noi da persona libera di seguire sempre la volontà del Padre: nei pensieri, nei sentimenti, nelle parole e nelle azioni. L’atto supremo della sua libertà è stato l’obbedienza nell’accettare di morire in croce per ridonare all’uomo la sua libertà originaria. In quel momento la catena che teneva imprigionato il mondo si è spezzata, liberando Gesù stesso dalla morte, e dal peccato tutti coloro che lo riconoscono come il Cristo, il Figlio di Dio. In questo senso Gesù Cristo ha dato compimento alla «Legge o i Profeti»: ci ha ridonato la libertà, e con essa la grazia, l’amore e la gioia di compiere la volontà di Dio, se noi lo riconosciamo come Signore.