Il Vangelo del giorno – sabato 7 marzo 2015

Il Vangelo di oggi: Lc 15,13.11.32: Costui accoglie i peccatori…

rembrandt-figliol-prodigo[…] Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. [….]

Commento al Vangelo di oggi:

Missionario è l’uomo, prima ancora di ciò che dice. Il suo carattere è il suo messaggio. Nel cuore dell’Africa, nella regione dei Grandi Laghi, ho incontrato dei neri, uomini e donne che ricordavano il solo uomo bianco che avessero mai visto, David Livingstone, e sulle orme dei suoi passi nel continente nero, il viso degli uomini ancora si illumina parlando del buon Dottore pietoso che passò da quelle parti anni addietro. Essi non potevano capire le sue parole, ma sentivano che il suo cuore era vibrante di carità.

(Henry Drummond)

E bravo, Papa Francesco! Ne ha combinata un’altra delle sue, decidendo di recarsi in un campo rom, prima di andare a visitare la parrocchia romana di san Michele Arcangelo a Pietralta. L’ha deciso sul momento, su invito di don Aristide, senza avvisare e lasciare che facessero i preparativi come si suole fare quando arriva un ospite importante. E Francesco è entrato nel campo semideserto, ma quando dalle roulotte l’hanno visto, gli zingari gli si sono precipitati incontro festanti, con i loro bambini, con i loro cellulari tesi a catturare ogni attimo di quei dieci minuti. E insieme hanno pregato in catalano il Padre nostro. Ma perché gioire di questo? E perché accostare questo evento con il Vangelo di oggi? Perché con la sua imprevedibilità il Papa ci ricorda che Cristo è venuto per tutti, non solo per chi fa parte integrante della società. E chi ha più bisogno di sentirsi amati e di ricevere “la buona notizia” di coloro che vengono, a torto o a ragione, giudicati e spesso insultati? “Quando al centro del sistema non c’è più l’uomo ma il denaro, uomini e donne non sono più persone, ma strumenti di una “logica dello scarto” che genera profondi squilibri. I mercati e la speculazione finanziaria non possono più godere di autonomia assoluta”. Se il Padre buono descritto nel Vangelo avesse saputo che suo figlio era rimasto senza soldi e viveva mangiando il cibo dei maiali credete non avrebbe fatto di tutto per andargli incontro? Infatti, il testo dice che “Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò”. Non era nelle intenzioni del padre, inoltre, mettere in secondo piano la fedeltà del figlio rimasto a casa, “ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita…”.