Il Vangelo del giorno: Sei invidioso perché io sono buono?

3

Il Vangelo del giorno: In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:  «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.  Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

 

Meditazione: La chiave di lettura della dura parabola di oggi sta tutta in un particolare: nel pensiero degli operai della prima ora che, vedendo il padrone dare comunque un denaro a quanti hanno lavorato per un’ora soltanto prima del tramonto, pensano: “Se a costoro che hanno lavorato meno di noi, – questo è il ragionamento – “il padrone ha dato un denaro… a noi darà molto di più!”. E invece no: ricevono anch’essi un denaro e borbottano. Chiamati a spiegare le ragioni del loro malumore mentono: non chiedono di ricevere di più per se stessi, ma chiedono al padrone di dare agli operai dell’ultima ora di meno! Un denaro era la somma minima per far vivere una famiglia: gli operai della prima ora chiedono al padrone di cambiare la sua logica. Ed egli, giustamente, si arrabbia; i soldi sono i suoi, il contratto è rispettato. La loro visione è limitata, piccina, asfittica. Pavidi, si fanno forti con i deboli e sono deboli con il forte. Il padrone ha voluto avere con sé quegli operai alla fine della giornata per dar loro dignità, per aiutarli a portare il pane a casa. E gli operai della prima ora, invece, ne fanno una questione di (falsa) ingiustizia. Noi, operai della prima ora, rallegriamoci e stupiamoci per la straordinaria generosità di Dio!