Il Vangelo del giorno – venerdi 13 marzo 2015

Il Vangelo di oggi: Mc 12, 2834: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”

comandamento-dell-amoreIn quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Commento al Vangelo di oggi:

Tutti noi abbiamo bisogno di adorare perché abbiamo l’impronta di Dio dentro di noi. Quando non adoriamo Dio, adoriamo le creature. E questo è il passaggio dalla fede all’idolatria. E qual è la strada dell’idolatra? L’egoismo del proprio pensiero, il pensiero onnipotente, quello che io penso sia vero: «Io penso la verità, io faccio la verità col mio pensiero…». Anche oggi ci sono tanti idoli e anche oggi ci sono tanti idolatri, tanti che si credono sapienti. Ma anche fra noi, fra i cristiani! «Sono diventati stolti e cambiano la gloria di Dio incorruttibile con un’immagine»: il proprio io, le mie idee, la mia comodità… Tutti noi abbiamo dentro qualche idolo nascosto.

(Papa Francesco)

24ore-per-il-signore

Oggi e domani si svolge l’iniziativa “24 ore per il Signore” promossa da Papa Bergoglio, per “non trascurare la forza della preghiera di tanti”. Quest’anno il tema è “Dio ricco di misericordia”. Esso vuole mettere in evidenza che “celebrare il sacramento della Riconciliazione significa essere avvolti in un abbraccio caloroso: è l’abbraccio dell’infinita misericordia del Padre”. In attesa di saperne di più, ricordo parte del messaggio dello scorso anno: “Il secondo elemento: Rimanere nell’amore. L’amore di Gesù Cristo dura per sempre, non avrà mai fine perché è la vita stessa di Dio. Questo amore vince il peccato e dona la forza di rialzarsi e ricominciare, perché con il perdono il cuore si rinnova e ringiovanisce. Tutti lo sappiamo: il nostro Padre non si stanca mai di amare e i suoi occhi non si appesantiscono nel guardare la strada di casa, per vedere se il figlio che se n’è andato e si è perduto fa ritorno. Possiamo parlare della speranza di Dio: nostro Padre ci aspetta sempre, non solo ci lascia la porta aperta, ma ci aspetta. Lui è coinvolto in questo aspettare i figli. E questo Padre non si stanca nemmeno di amare l’altro figlio che, pur rimanendo sempre in casa con lui, tuttavia non è partecipe della sua misericordia, della sua compassione. Dio non solo è all’origine dell’amore, ma in Gesù Cristo ci chiama ad imitare il suo stesso modo di amare: «Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri». Nella misura in cui i cristiani vivono questo amore, diventano nel mondo discepoli credibili di Cristo. L’amore non può sopportare di rimanere rinchiuso in se stesso. Per sua stessa natura è aperto, si diffonde ed è fecondo, genera sempre nuovo amore”. Riconoscendo Dio ricco di misericordia ci porta a rinnovare il cuore in un solo amore.