Il Vangelo di oggi Martedì 4 agosto: Sono Io non abbiate paura

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La «presenza» di Dio Altissimo può mettere un brivido di paura all’uomo piccolissimo, come quando il popolo, ai piedi del monte Sinai, «fu preso da timore e si tenne lontano» dicen­do a Mosè: «Parla tu a noi, e noi ti ascolteremo, ma non ci par­li Dio, altrimenti moriremo!» (Gen 20,18-19). Pietro, «uomo di poca fede», perché impaurito da tanta acqua, è il primo a capi­re «la tenerezza e misericordia del nostro Dio» (Lc 1,78) e a gridare verso Gesù: «Signore, salvami!». Il nostro Dio ci tende la mano!

Talvolta riteniamo di avere una fede più sicura di quella dei discepoli. Quando vengono i momenti della difficoltà e della prova, non riusciamo a comunicare con Dio. Ci chiediamo: perché Dio si nasconde? In realtà, non è forse la nostra man­canza di fede che vela il nostro sguardo? Guardiamo i miraco­li che Gesù ha operato sotto gli occhi della gente e di fronte ai suoi discepoli. Cosa ci manca per credere in Lui? Spinto dal suo senso di praticità Pietro afferma: “Dimo­strami che sei tu!”, ed eccolo accontentato: anche lui cam­mina sull’acqua. Spesso anche noi ci ritroviamo ad agire ben oltre i nostri sogni più arditi e, tuttavia, il vento delle con­trarietà arriva e, pur mentre stiamo compiendo meraviglie, iniziamo a dubitare del potere e dell’amore di Dio. Egli sta con noi nei nostri momenti più sereni, quando non ci pare nemmeno di aver bisogno di Lui; ma, soprattutto, Gesù non ci abbandona certo mentre viviamo situazioni difficili. Siamo bisognosi, ma guardiamoci intorno, osserviamo tutte le meraviglie che ci circondano per riconoscere in esse la mano di Dio. Uno sguardo imparziale alla nostra storia per­sonale è, allo stesso modo, prova dell’amore di Dio. La Chie­sa, i sacramenti, le grazie ricevute quotidianamente; come pos­siamo dubitare? Abbiamo davvero bisogno di imparare a discernere i suoi interventi. Non siamo annientati, perciò Dio esiste e ci ama.